Migranti: Centro Astalli, “50 dispersi in mare e nessuno li cerca”

Il Centro Astalli “apprende con allarme che da ieri sera non si hanno più notizie di un’imbarcazione con circa 50 migranti a bordo, tra cui donne e bambini, da cui era partita una richiesta di soccorso. L’ultimo contatto risale alle 22 di lunedì 1° aprile”. È quanto si legge in una nota del Centro Astalli rispetto a quanto segnalato da Alarm phone, il sito che i naufraghi hanno contattato e che dichiara di aver provato a chiamare i numeri della guardia costiera libica per dare le coordinate dell’imbarcazione ma nessuno ha mai risposto. “Ha poi segnalato la barca in difficoltà alla sala operativa di Roma – prosegue la nota – che si è limitata a fornire un altro numero in Libia cui nessuno ha mai risposto”.
Per il Centro Astalli si tratta di “una notizia gravissima che si aggiunge a quella dei 41 dispersi in mare dalla scorsa settimana e che nessuno cerca più”. “Diventa sistematica la violazioni di leggi, convenzioni e norme cogenti per cui non si possono lasciar morire in mare uomini e donne”, denuncia il Centro Astalli, sottolineando che “chi rischia la vita deve essere salvato sempre indipendentemente dalla storia personale, dall’etnia o dai motivi per cui si trova in pericolo. Si logora altrimenti lo stato di diritto, la civiltà democratica e si mina seriamente un futuro di pace nel nostro continente”.
“Chi ricopre ruoli istituzionali – ammonisce il Centro Astalli – non può derogare alla sua precisa responsabilità di tutelare la vita, la dignità e i diritti di ogni essere umano”. Il Centro Astalli “chiede canali umanitari, programmi di reinsediamento, quote e visti di ingresso in Europa strutturali e a lungo termine. Nell’immediato chiede il ripristino di azioni di ricerca e soccorso di quanti rischiano la vita in mare, in mancanza di alternative legali”.

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