Consumi: Prandini (Coldiretti), “rendere disponibili i nomi delle aziende che importano alimenti dall’estero per rivenderli sotto la copertura di marchi italiani”

“Occorre rendere disponibili al più presto i nomi delle aziende che importano alimenti dall’estero per rivenderli sotto la copertura di marchi nazionali”. Lo ha chiesto il presidente della Coldiretti, Ettore Prandini, all’incontro con 5mila agricoltori, allevatori e pastori della Coldiretti Sardegna con il vice premier Matteo Salvini. Grazie allo storico pronunciamento del Consiglio di Stato del 6 marzo 2019 è, infatti, caduto il segreto di Stato sui cibi stranieri che arrivano in Italia e, ha sottolineato Prandini, “occorre definire subito le modalità attraverso cui saranno rese disponibili le informazioni relative alla destinazione dei prodotti agro-alimentari stranieri importati in Italia”.
“Sarà finalmente possibile sapere da dove viene il latte impiegato in yogurt, latticini o formaggi di una determinata marca ma l’affermazione del principio – ha precisato Prandini – deve valere anche per la provenienza della frutta in succhi e marmellate o della carne impiegata nei salumi, che invadono il Paese all’insaputa dei consumatori”.
“Una mancanza di trasparenza che va combattuta – ha affermato Prandini – anche con l’emanazione in tempi brevi dei decreti per dare piena attuazione alle norme sull’obbligo di indicare in etichetta l’origine di tutti gli alimenti approvata con la legge sulla semplificazione, per valorizzare la produzione agroalimentare nazionale e consentire scelte di acquisto consapevoli. Un provvedimento che pone l’Italia all’avanguardia in Europa nelle politiche per la trasparenza dell’informazione e, proprio per questo, bisogna ora lavorare per estendere le stesse garanzie in tutta l’Unione Europea dove rischiano di entrare in vigore nell’aprile 2020 norme fortemente ingannevoli per i consumatori”.
Il cambio di atteggiamento nei rapporti con l’Unione Europea è importante anche nella battaglia sulla riforma della Politica agricola comunitaria (Pac), dove l’Italia, secondo Prandini, “è chiamata a scongiurare ulteriori tagli nel nuovo bilancio europeo per l’agricoltura”.

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