Christus vivit: Ruffini, il Papa propone “un modo diverso di vivere non solo la rete, ma tutti i linguaggi”

Nella “Christus vivit”, il Papa propone “un modo diverso di vivere non solo la rete, ma tutti i linguaggi. Anche quello del silenzio, della contemplazione. L’arte, la musica, lo sport. La carità, l’impegno sociale. La politica. Rovesciando la prospettiva. Riconnettendo reale e virtuale”. A farlo notare è stato Paolo Ruffini, prefetto del Dicastero per la comunicazione della Santa Sede, intervenuto alla presentazione dell’esortazione apostolica post-sinodale di Francesco. “La libertà dagli stereotipi – ha commentato Ruffini – è essenziale per comunicare bene il cristianesimo, che non è – scrive il Papa citando Oscar Romero, vescovo, Santo e martire – un insieme di verità in cui occorre credere, di leggi da osservare, di divieti. Così risulta ripugnante. Il cristianesimo è una Persona che mi ha amato così tanto da reclamare il mio amore. Il cristianesimo è Cristo. E Cristo è vivo”.
“Anche sul fronte degli abusi – ha detto il prefetto – l’esortazione ci invita ad una comunicazione trasparente e vera. Completa, non parziale. Ci chiede gratitudine verso coloro che hanno avuto e hanno il coraggio di denunciare il male subìto, aiutando la Chiesa a prendere coscienza e a reagire con decisione. Non si nasconde dietro le colpe degli altri, perché l’universalità della piaga non diminuisce la sua mostruosità all’interno della Chiesa. Ribadisce l’impegno per l’adozione di rigorose misure di prevenzione che impediscano il ripetersi di crimini inaccettabili. Chiede ai giovani di mettere in gioco la loro capacità di rinnovare, rivendicare, esigere coerenza e testimonianza. Ricorda tutti coloro che nella Chiesa ogni giorno si spendono con onestà e dedizione al servizio dei giovani. La loro opera è una foresta che cresce senza fare rumore. Un silenzio che comunica in altro modo”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Riepilogo