Christus vivit: mons. McKeown (Irlanda), “documento accessibile e stimolante, riconosce che la pastorale giovanile è essenziale”

“Ricordo chiaramente, alla fine del Sinodo, Papa Francesco aveva ricordato ai suoi ascoltatori che il lavoro del Sinodo sarebbe continuato sia a livello internazionale che nazionale: oggi è uno di questi ulteriori passi”: a dichiararlo è il vescovo irlandese Donal McKeown, che insieme all’arcivescovo Eamon Martin aveva partecipato ai lavori del Sinodo in ottobre. Reagendo alla pubblicazione di “Cristo è vivo”, lo definisce “documento accessibile e stimolante”. Il fatto che l’esortazione post-sinodale sia uscita così “presto” è un segno del fatto che Papa Francesco “riconosce l’urgenza di una rinnovata enfasi sul creare nuovi giovani discepoli di Gesù” e riconosce “che la pastorale giovanile è essenziale per due ragioni”, scrive il vescovo. “In primo luogo, ci sono così tanti giovani che cercano buone notizie nelle loro vite. E, in secondo luogo, ogni nuova generazione è come un nuovo continente da conquistare per Cristo”. Mons. McKeown ha ricordato che, dopo il cammino fatto in Irlanda in relazione al Sinodo, “è stato istituito il Catholic youth Ministry (Cymi), forum nazionale per il sostegno reciproco di coloro che lavorano nella pastorale giovanile”. “Incoraggio sinceramente tutti a leggere l’esortazione post-sinodale Cristo è vivo”, ha concluso il vescovo McKeown, “perché la Chiesa possa – nel modo più ampio possibile – parlare alle vite delle nostre famiglie e parrocchie per annunciare la buona notizia della misericordia e dell’amore di Dio per i nostri giovani”.

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