Via Crucis: undicesima stazione, “la nostra società proclama l’uguaglianza ma tollera la disuguaglianza”. “Quanti si fanno ricchi divorando la carne e il sangue dei poveri!”

“La nostra società proclama l’uguaglianza in diritti e dignità di tutti gli esseri umani. Ma pratica e tollera la disuguaglianza. Ne accetta perfino le forme più estreme”. L’undicesima stazione della Via Crucis è un grido contro l’ipocrisia, uno dei mali maggiori del nostro tempo: “Uomini, donne e bambini sono comprati e venduti come schiavi dai nuovi mercanti di esseri umani. Le vittime della tratta sono poi sfruttate da altri individui. E infine gettate via, come merce senza valore. Quanti si fanno ricchi divorando la carne e il sangue dei poveri!”. “Quante persone ancora oggi sono state inchiodate su una croce, vittime di uno sfruttamento disumano, private della dignità, della libertà, del futuro”, la denuncia di suor Bonetti, secondo la quale “il loro grido di aiuto ci interpella come uomini e donne, come governi, come società e come Chiesa. Come è possibile che continuiamo a crocifiggerti, rendendoci complici della tratta di esseri umani? Donaci occhi per vedere e un cuore per sentire le sofferenze di tante persone che ancora oggi sono inchiodate sulla croce dai nostri sistemi di vita e di consumo”.

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