Via Crucis: tredicesima stazione, “chi ha pianto” di fronte alle 26 giovani nigeriane “inghiottite dalle onde”?

“Chi ricorda, in quest’era di notizie bruciate alla svelta, quelle ventisei giovani nigeriane inghiottite dalle onde, i cui funerali sono stati celebrati a Salerno?”. Comincia con questa domanda provocatoria e scomoda la tredicesima stazione della Via Crucis. “È stato duro e lungo il loro calvario. Prima la traversata del deserto del Sahara, ammassate su bus di fortuna”, racconta suor Eugenia: “Poi la sosta forzata negli spaventosi centri di raccolta in Libia. Infine il salto nel mare, dove hanno trovato la morte alle porte della ‘terra promessa’. Due di loro portavano in grembo il dono di una nuova vita, bimbi che non vedranno mai la luce del sole”. “Ma la loro morte, come quella di Gesù deposto dalla croce non è stata vana”, la certezza pasquale: “Tutte queste vite affidiamo alla misericordia del Padre nostro e di tutti, ma soprattutto Padre dei poveri, dei disperati e degli umiliati”. “Chi ha pianto?”, incalza ancora suor Bonetti, citandola domanda che Papa Francesco ha levato da Lampedusa, meta del suo primo viaggio apostolico, e che ancora oggi, “dopo infiniti naufragi, continuiamo a gridare”. “Chi ha pianto?, ci domandiamo di fronte a quelle 26 bare allineate e sovrastate da una rosa bianca? Solo cinque di loro sono state identificate. Con o senza nome, tutte, però, sono nostre figlie e sorelle. Tutte meritano rispetto e ricordo. Tutte ci chiedono di sentirci responsabili: istituzioni, autorità e noi pure, con il nostro silenzio e la nostra indifferenza”.

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