Via Crucis: prima stazione, ascoltare “il grido dei poveri” condannati a morte “dall’indifferenza generata da politiche esclusive ed egoiste”

“Percorrere questa ‘via dolorosa’ insieme a tutti i poveri, agli esclusi dalla società e ai nuovi crocifissi della storia di oggi, vittime delle nostre chiusure, dei poteri e delle legislazioni, della cecità e dell’egoismo, ma soprattutto del nostro cuore indurito dall’indifferenza. Una malattia quest’ultima di cui anche noi cristiani soffriamo”. Così suor Engenia Bonetti, presidente di Slaves no more, sintetizza lo scopo delle meditazioni che il Papa le ha chiesto di scrivere per la Via Crucis di quest’anno, appena iniziata al Colosseo. “Possa la Croce di Cristo, strumento di morte ma anche di vita nuova, che tiene uniti in un abbraccio terra e cielo, nord e sud, est e ovest, illuminare le coscienze dei cittadini, della Chiesa, dei legislatori e di tutti coloro che si professano seguaci di Cristo, affinché giunga a tutti la Buona Notizia della redenzione”. “Quante mamme ancora oggi vivono l’esperienza di tua Madre e piangono per la sorte delle loro figlie e dei loro figli?”, il commento alla prima stazione: “Quante, dopo averli generati e dati alla luce, li vedono soffrire e morire per malattie, per mancanza di cibo, di acqua, di cure mediche e di opportunità di vita e di futuro?”. “Ti preghiamo per coloro che ricoprono ruoli di responsabilità, perché ascoltino il grido dei poveri che sale a te da ogni parte del globo”, l’invocazione: “Grido di tutte quelle giovani vite, che in modi diversi, sono condannate a morte dall’indifferenza generata da politiche esclusive ed egoiste. Che a nessuno dei tuoi figli manchi il lavoro e il necessario per una vita onesta e dignitosa”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Chiesa