Tratta: suor Bonetti (Slaves no more), “nostra indifferenza è complicità. Tutti siamo chiamati a denuncia e lotta contro queste nuove schiavitù”

“La nostra indifferenza diventa complicità con le nuove forme di schiavitù che distruggono la vita e il futuro di tante donne del Sud del mondo”. Lo afferma suor Eugenia Bonetti, presidente di Slaves no more e autrice dei testi della Via Crucis di domani, Venerdì Santo, al Colosseo con il Papa, in un articolo in pubblicazione nel numero di Vita pastorale di maggio, anticipato al Sir. “Come. la catena dello schiavo era formata da molti anelli – scrive la religiosa -, così è la catena di queste nuove schiave del XXI secolo. Gli anelli hanno dei nomi e sono quelli delle vittime e della loro povertà, degli sfruttatori con i loro ingenti guadagni, dei clienti con le loro frustrazioni, della società con la sua opulenza e carenza di valori, dei governi con i loro sistemi di corruzione e di connivenze, della Chiesa formata da cristiani, noi compresi, con il nostro silenzio e la nostra indifferenza”. Quante volte, osserva, “papa Francesco ha parlato della globalizzazione dell’indifferenza! E la nostra indifferenza diventa complicità con le nuove forme di schiavitù che distruggono la vita e il futuro di tante donne del Sud del mondo, ma anche di tanti consumatori del Nord del mondo”. “Il danno di questa nuova e terribile forma di schiavitù è enorme. E richiede una forte denuncia e lotta contro la criminalità organizzata.Tutti – conclude – siamo chiamati a sentirci responsabili di questo grave disagio sociale”.

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