Pasqua: mons. Perego (Ferrara-Comacchio), “i nostri giovani sono la nostra risurrezione. In loro vediamo Cristo vivo”

“I nostri giovani sono la nostra Pasqua, sono la nostra risurrezione. In loro vediamo Cristo vivo. Oggi come ieri”. Lo afferma mons. Gian Carlo Perego, arcivescovo di Ferrara-Comacchio, nel messaggio diffuso in occasione delle festività pasquali.
“Per la Pasqua ci è stata donata da papa Francesco una nuova esortazione post-sinodale dal titolo ‘Cristo vive’. È un’esortazione indirizzata ‘ai giovani e a tutto il popolo di Dio’”, ricorda l’arcivescovo, sottolineando che “spesse volte sentiamo parlare dei giovani”: “Si parla di giovani che né lavorano né studiano, di giovani disoccupati e precari, di giovani che abbandonano la scuola, di giovani immigrati e emigranti. I giovani sembrano essere soprattutto un problema”.
Nel Vangelo, osserva mons. Perego, incontriamo “una Chiesa giovane che si lascia illuminare dallo Spirito, guidare dagli anziani, provocare da nuove situazioni”.
“A Pasqua vogliamo guardare a questo volto della Chiesa giovane che Papa Francesco ci ha riconsegnato”, prosegue l’arcivescovo, convinto che “è la Chiesa del futuro. È la Chiesa della speranza. È la Chiesa della Pasqua, perché è la Chiesa di chi ricerca, di chi rinnova, di chi esce, di chi ascolta, di chi dialoga: è la Chiesa viva”. “Stanchezza, prepotenza e indifferenza non fanno parte della Chiesa giovane. Come una Chiesa giovane – aggiunge – non si lamenta, non guarda indietro, ma si rinnova, guarda oltre. È una Chiesa che vive nella città, sulle strade, nelle scuole e nei luoghi di lavoro con i volti dei giovani che la Domenica, Pasqua settimanale, si ritrovano nelle nostre parrocchie, associazioni, movimenti, a pregare, a riflettere, a condividere, anche con gli adulti e gli anziani, la propria fede, ma poi nella settimana pensano, studiano, lavorano, faticano e soffrono, inventano e sognano, costruiscono da protagonisti la città. Anche la nostra città”.
“A Pasqua – conclude mons. Perego – vogliamo scambiarci gli auguri immaginando la nostra Chiesa di Ferrara-Comacchio come una Chiesa giovane. Sono tante le sofferenze e le gioie, le speranze e le angosce del nostro mondo giovanile: dobbiamo saperle condividere, con fatica e con gioia, nelle nostre parrocchie, nei nostri paesi e nella nostra città. Non possiamo guardare indietro e non possiamo guardare ad altri” se non ai giovani.

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