Pasqua: mons. Marcianò (Omi), “Guardare più in alto delle guglie crollate, guardare il Risorto”

“Se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù”: si intitola così il messaggio di Pasqua dell’Ordinario Militare per l’Italia (Omi), mons. Santo Marcianò, diffuso oggi. Un pressante invito a “cercare le cose di lassù” ogni volta che, si legge nel testo, “la nostra anima è vuota e il dolore che la abita sembra negare la possibilità della Risurrezione! Tutto appare finito, impossibile”. “Quante volte incontriamo difficoltà sul lavoro! Quante volte voi, uomini e donne delle Forze Armate, professionisti competenti e appassionati, vi sentite sopraffatti dalla violenza inaudita contro cui siete chiamati a lottare, dalle guerre che non cessano, da una cultura della prevaricazione e della vendetta, dell’illegalità e dell’ingiustizia; forse anche da ostacoli e incomprensioni che incontrate, nonostante la vostra dedizione fino al dono della vita” scrive l’arcivescovo castrense. “Sopraffatti da morti di vostri colleghi in servizio, morti che non dovrebbero accadere: morti che, però, profumano di Pasqua, perché scrivono le pagine limpide dell’amore sulle righe storte dell’odio”. Cercare le cose di lassù anche tutte le volte che “le relazioni fallite ci fanno ripiegare su noi stessi, impedendoci uno sguardo aperto all’altro. L’altro, il povero che chiede aiuto, ricostruisce in noi la carità e ci fa crescere nell’amore che cura anche le ferite di rapporti familiari, amicali, fraterni”. Quando “siamo scoraggiati dai problemi delle nostre comunità: caserme, scuole, unità operative…. anche comunità ecclesiali! A volte, attoniti, le vediamo crollare, come in questi giorni le guglie di Notre Dame, e ci sentiamo addolorati e impotenti. Eppure, la grandezza della comunità umana e della Chiesa di Cristo non è nelle sue guglie. L’opera dell’uomo, meravigliosa, è sempre da costruire, contemplare, ricostruire, ma le cose di lassù sono altre”. Guardare allora “più in alto delle guglie crollate! Bisogna guardare ai nostri vuoti e fallimenti, ma anche alle relazioni autentiche che ci responsabilizzano e alle mani tese di chi chiede il nostro aiuto. E bisogna guardare alla comunità da costruire e ricostruire, alla Chiesa, per camminare insieme, vincendo con l’amore la tentazione dell’individualismo e dell’autoreferenzialità”. “Sì, più in alto – esorta mons. Marcianò – guardare il Risorto, vivente sulla terra, presente in ogni singolo uomo, per cercare l’altezza divina e la scintilla di eternità che solo nella vita umana, in ogni vita, si può trovare”.

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