Notizie Sir del giorno: Irlanda del Nord, elezioni europee, tratta e prostituzione, Venerdì Santo, presidenziali Ucraina, cattedrale Ariano Irpino

Tensione in Irlanda del Nord: mons. McKeown (Derry), “mai la pace può essere costruita con morte e violenza, pistole e molotov”

“Mai la pace può essere costruita con la morte e la violenza, le pistole e le molotov”. Raggiunto telefonicamente dal Sir, il vescovo di Derry mons. Donal McKeown pronuncia scandendole queste parole per commentare i disordini scoppiati ieri sera a Derry, nell’Irlanda del Nord, e la morte della giovane giornalista di 29 anni. “È sotto choc tutta la città, colpita da questo incidente in questo giorno di Venerdì Santo”, aggiunge, osservando che “c’è una profonda tristezza. Negli ultimi anni, questa città ha fatto enormi passi in avanti per quanto riguarda la stabilità, la pace, la speranza, il futuro e purtroppo oggi 21 anni dopo l’Accordo di Belfast del 1998, ci troviamo davanti a nuova tensione in mezzo a noi, a causa di persone che in mezzo alla nostra comunità credono che si può costruire la pace per mezzo di morte e violenza, pistole e molotov. È chiaro che con questi mezzi la pace non è mai possibile”. (clicca qui)

Elezioni europee: Mattarella, “il vento del sovranismo non minaccia l’esistenza dell’Ue”

Rispetto al vento del sovranismo “vi è un gran numero di paesi che si trovano in situazioni senza precedenti. Ma non credo che questi cambiamenti possano avere conseguenze sul funzionamento del Parlamento, della Commissione e del Consiglio europeo, e meno ancora minacciare l’esistenza dell’Unione”. Lo afferma il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nell’intervista a Richard Heuzé, pubblicata da Politique Internationale. Per il Capo dello Stato, “la logica storica che sottende all’integrazione è più forte di tutte le polemiche, di tutte le contestazioni e di tutte le deviazioni”. “La gente – rileva Mattarella – si interessa sempre più a ciò che accade negli altri Paesi dell’Unione ed è consapevole di condividere un destino comune. Lungi dal provare estraneità, come vorrebbero far credere alcuni, gli europei provano un senso di appartenenza crescente”. “Paradossalmente – osserva il presidente –, all’origine di questo rinnovato interesse vi sono i movimenti euroscettici. A forza di denigrare le istituzioni e le politiche europee, sono riusciti a mobilitare nuovamente gran parte della popolazione”. (clicca qui)

Prostituzione: suor Bonetti (Slaves no more), “il danno di questa schiavitù è enorme, forte denuncia e lotta contro la criminalità organizzata”

“La presenza di giovani africane/nigeriane, destinate a rispondere alla richiesta di sesso a pagamento sulle nostre strade, è sintomo di grande povertà sia di risorse per una sussistenza umana dignitosa, sia di educazione e opportunità di lavoro nei Paesi d’origine”. Lo scrive suor Eugenia Bonetti dell’associazione Slaves no more, che ha scritto le meditazioni per la Via Crucis con il Papa di oggi al Colosseo, nel numero di maggio di “Vita Pastorale”, anticipato al Sir. Citando i recenti dati dall’Organizzazione internazionale delle migrazioni, la religiosa spiega che “in Italia, negli ultimi anni, il numero delle giovanissime nigeriane, costrette alla prostituzione, ha raggiunto quota 15.600”. “Moltissime sono minorenni, la maggior parte analfabete, facilmente ricattabili. Cambiano i volti, i nomi, le circostanze – aggiunge la religiosa -, ma la realtà di violenza sulle donne deboli e indifese è la stessa. Tutti le possono usare, visto che in Italia la prostituzione non è considerata reato, come lo è in diversi Paesi del Nord Europa”. C’è consapevolezza che “il danno di questa nuova e terribile forma di schiavitù è enorme”. “Richiede una forte denuncia e lotta contro la criminalità organizzata”. (clicca qui)

Passione del Signore: p. Cantalamessa, Gesù Crocifisso è “il prototipo e il rappresentante di tutti i reietti”

“Oggi vogliamo contemplare il Crocifisso proprio in questa veste: come il prototipo e il rappresentante di tutti i reietti, i diseredati e gli ‘scartati’ della terra, quelli davanti ai quali si volta la faccia da una altra parte per non vedere”. È l’inizio dell’omelia tenuta da padre Raniero Cantalamessa, predicatore della Casa Pontificia, durante la celebrazione della Passione del Signore, presieduta questo pomeriggio dal Papa nella basilica di San Pietro. “Durante la sua vita pubblica, non ha dove posare il capo: è un senzatetto”, il ritratto di Canatalamessa, che ha sottolineato come durante l’interrogatorio di Pilato Gesù “è il prototipo delle persone ammanettate, sole, in balia di soldati e sgherri che sfogano sui poveri malcapitati la rabbia e la crudeltà che hanno accumulato nella vita. Torturato! ‘Ecce homo!’, Ecco l’uomo!, esclama Pilato, nel presentarlo di lì a poco al popolo. Parola che, dopo Cristo, può essere detta della schiera senza fine di uomini e donne avviliti, ridotti a oggetti, privati di ogni dignità umana”. Secondo il domenicano “sulla croce, Gesú di Nazareth diventa l’emblema di tutta questa umanità ‘umiliata e offesa’”. (clicca qui)

Elezioni europee: mons. Hollerich (presidente Comece), “integrazione sia a favore dell’uomo”. “Paure causano destabilizzazione democrazie e indebolimento Ue”

“La politica europea deve collocare nuovamente l’uomo, con le sue aspirazioni e con le sue speranze, al centro dell’agire politico. L’integrazione europea deve dimostrare di nuovo che è a favore dell’uomo e che sta cercando di preservare la pace in un mondo più pericoloso che mai”. È il monito di mons. Jean-Claude Hollerich, gesuita, arcivescovo di Lussemburgo e presidente della Comece (Commissione delle Conferenze episcopali dell’Unione europea). Sul quaderno 4052 de La Civiltà Cattolica, in uscita domani, sabato 20 aprile, il presule stila un bilancio tra luci e ombre del processo di integrazione europea precisando che le sue riflessioni “vanno intese anche come un contributo all’articolo 17 del Trattato dell’Unione europea, che è l’apertura di un dialogo tra le religioni e le istituzioni dell’Unione europea”. Dopo avere analizzato l’iter dell’Ue, osserva: “L’inizio del XXI secolo sarà importante per la storia delle mentalità. Le paure nell’Europa dei nostri giorni sono molteplici e, ben mescolate, conducono, con l’ascesa dei populismi, a una destabilizzazione delle nostre democrazie e a un indebolimento dell’Unione europea. Il senso di benessere sembra scomparso e pare abbia dato vita a molteplici paure, che reclamano un’identità europea ‘cristiana’, pur declinandosi in desideri politici che si rivelano in netta contrapposizione con una prospettiva fondata sul Vangelo”. (clicca qui)

Ucraina: l’arcivescovo Shevchuk esorta i giovani a responsabilità e partecipazione al voto presidenziale di domenica

“Giovani, votate responsabilmente”. È un invito alla responsabilità quello rivolto da Sua Beatitudine Sviatoslav Shevchuk, capo della Chiesa greco cattolica Ucraina, nel tradizionale messaggio ai giovani alla vigilia dell’atteso voto presidenziale di domenica prossima 21 aprile, Domenica delle Palme secondo il calendario giuliano che tradizionalmente è dedicata alle Giornate della gioventù a livello locale. Una responsabilità da esercitare anche nel voto. “Gesù ci ha liberato per la libertà” il tema del messaggio. E la libertà, scrive sua Beatitudine, è quello che “i giovani ucraini vogliono di più secondo i recenti sondaggi”, ma la vuole anche la maggior parte della popolazione. La libertà “ci dà la possbilità di esprimere la nostra dignità”, prosegue l’arcivescovo maggiore guardando agli eventi di piazza Maidan del 2013, quando “fu cercato di privarci della possibilità di realizzare il nostro sogno nazionale, il sogno di una Ucraina libera, unita europea”. (clicca qui)

Diocesi: Ariano Irpino, riaperta la cattedrale dopo i lavori di restauro

“Amate la nostra cattedrale”. È questo l’invito che mons. Sergio Melillo, vescovo di Ariano Irpino–Lacedonia, ha rivolto alla comunità di fedeli in occasione della riapertura della chiesa cattedrale di Ariano Irpino durante la Messa crismale del Giovedì Santo. La cattedrale, come ha spiegato don Luigi di Paola, direttore dell’Ufficio diocesano dei beni culturali ecclesiastici, è stata chiusa per diversi mesi a causa di un lungo e dettagliato lavoro di restauro, lavoro che mons. Melillo ha seguito assiduamente affinché quel luogo non sia semplicemente un edificio di pietre, l’una uguale all’altra, distribuite secondo linee di forza, ma possa essere un luogo dell’anima finalizzato a parlare al cuore della gente. “La cattedrale sia una casa accogliente che custodisce la memoria e la fede di un popolo perché è lì che si preserva il mistero della Divina Presenza, ossia di un sapere perduto che a poco a poco per noi si disvela”, l’auspicio del vescovo. (clicca qui)

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