Migranti: Mattarella, “questione che chiama in causa la coscienza europea, è mancata la solidarietà tra popoli”

Quella dell’immigrazione è “una questione che chiama in causa la coscienza europea. Che la solidarietà sia mancata è un fatto di cui non si può che prendere atto. La maggior parte dei governi ha reagito in funzione di preoccupazioni elettorali interne, e ciò ha impedito loro di dare una risposta comune a questo fenomeno senza precedenti. Naturalmente, non è stato così in tutti i Paesi”. Lo afferma il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nell’intervista a Richard Heuzé, pubblicata da Politique Internationale.
Per il Capo dello Stato, quanto successo nell’affrontare il problema a livello europeo “ha mostrato la necessità di una risposta collettiva alla tratta di esseri umani. Tale risposta deve poggiare sull’apertura di vie regolari di accesso all’Europa e richiede un impegno molto saldo e immediato al fine di garantire lo sviluppo dei paesi da cui provengono i flussi migratori”. Per Mattarella, “ciò che stiamo facendo è ancora insufficiente, e ciò che abbiamo fatto per l’Africa è del tutto inadeguato”. “Da qui a trent’anni – osserva il presidente – gli africani saranno 2 miliardi e mezzo, a fronte di 700 milioni di europei. Questo problema deve essere affrontato di petto adottando una politica europea comune. Non possiamo ignorarlo né fingere che non esista”.
Per affrontare la crisi migratoria “dobbiamo lavorare, con rapidità ed energicamente, a soluzioni veramente europee: canali di migrazione legali; misure per combattere i trafficanti di esseri umani; mezzi per migliorare le condizioni di vita nei paesi di provenienza”. “Soltanto una soluzione europea – ribadisce – può consentirci di padroneggiare un fenomeno che rischia di scuotere il continente. Questo sarà uno dei temi principali della prossima legislatura europea”.

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