Messa crismale: mons. Trasarti (Fano), “lo Spirito ci rende capaci di annunciare un Vangelo di libertà”

“Solo l’intimità con il Signore Gesù, resa possibile dallo Spirito, salva il nostro ministero da tutti i rischi ai quali è esposto: il rischio di annunciare noi stessi piuttosto che Gesù Signore, il rischio di ridursi a essere dei burocrati del sacro, il rischio della disillusione, il rischio di cercare chissà quali compensazioni per le fatiche che sicuramente viviamo, il rischio di dominare sui fratelli a noi affidati e sulle comunità che siamo chiamati a presiedere, il rischio di procedere come avventurieri solitari, separati dal resto del presbiterio ma forse anche dalle nostre stesse comunità”. Lo ha detto ieri mons. Armando Trasarti, vescovo di Fano-Fossombrone-Cagli-Pergola, nella Messa crismale. “Lo Spirito ci rende capaci di annunciare un Vangelo di libertà mentre, al tempo stesso, ci libera da ogni preoccupazione di successo o da ogni delusione per l’eventuale insuccesso del nostro ministero – ha affermato, rivolgendosi ai sacerdoti -. Questa libertà ci permetterà anche di andare verso i tanti poveri che aspettano da noi il Vangelo, senza dover cercare chissà dove, perché ci sono le povertà della malattia, delle disabilità, delle solitudini, delle fragilità familiari, degli anziani soli o dei giovani un po’ persi… e le abbiamo tutte vicino a casa”.
Ai laici ha rivolto l’invito: “Non ripiegatevi sulle tradizioni del passato, perdendo di vista l’unica vera tradizione, che è quella di avere lo sguardo di Gesù, che vi invita ad amare come Lui vi ha amati. La vera tradizione porta a gustare la gioia dell’incontro col Signore, la bellezza di una vita che si lascia abbracciare dal Crocefisso e sostenere dal suo amore”.
“Quelli che viviamo non sono tempi facili, per nessuno, nemmeno per noi: siamo dentro questa storia, la storia delle nostre comunità, la storia del nostro variegato territorio. Non sono facili non solo per le difficoltà esterne – le forze, i mezzi, i numeri -, ma talvolta anche nel profondo bisogno che abbiamo anche noi di senso, di motivazioni ravvivate, di gioia e di contentezza per quello che viviamo e per quello che siamo, oggi, in questi tempi. Proprio per questo – ha concluso il vescovo – abbiamo bisogno di stringere ancor più profonde le nostre radici in Cristo”.

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