Etiopia meridionale: Msf lancia intervento di emergenza contro severa malnutrizione e rischio epidemia tra gli sfollati

Medici senza frontiere ha lanciato un intervento di emergenza nell’area di Gedeo, nella regione del Southern Nations and Nationalities People’s in Etiopia, dove migliaia di persone sfollate vivono in condizioni precarie, con limitata disponibilità di acqua potabile, e il cui stato nutrizionale è allarmante. Negli 8 centri per sfollati dell’area, le équipe di Msf hanno riscontrato nei bambini al di sotto dei 5 anni tassi di malnutrizione ben superiori alla soglia di emergenza e un alto numero di donne incinte malnutrite. “C’è urgente bisogno di aumentare l’assistenza ai bambini malnutriti poiché le poche strutture nell’area sono completamente sovraccariche e non riescono ad offrire le cure specializzate necessarie. Uno dei principali problemi è che i bambini malnutriti arrivano quando è già troppo tardi per le cure”, spiega Markus Boening, coordinatore Msf a Gedeo. Da un lato Msf invita le agenzie umanitarie in Etiopia ad estendere il loro supporto agli sfollati interni che vivono nei diversi campi profughi della zona, dall’altro si è già attivata per supportare l’ospedale regionale con attività mirate riguardo la malnutrizione. Fino ad oggi, sono stati curati più di 200 bambini sotto i 5 anni per malnutrizione severa acuta in due centri di stabilizzazione e sono stati visitati più di 55 pazienti in età pediatrica. La risposta sarà estesa nei prossimi giorni e includerà attività di potabilizzazione dell’acqua e sanitizzazione all’interno di alcuni campi sfollati. Le autorità sanitarie locali hanno riscontrato nelle ultime settimane migliaia di casi di diarrea acquosa. Per Boening, “i campi sono sovraffollati e in condizioni di estrema povertà. Le persone all’interno sono a rischio di epidemia e la loro salute è in pericolo dopo essere stati costretti a spostarsi diverse volte”.

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