Diocesi: mons. Carboni (Ales-Terralba), “gli adulti non riescono a far vedere ai figli la bellezza della vita cristiana”

La Messa crismale, celebrata ieri, ha assunto quest’anno, nella Chiesa di Ales-Terralba, un significato speciale per la concomitanza con la prima visita pastorale del vescovo, mons. Roberto Carboni, alla diocesi. “Porto con me il ricordo gioioso delle comunità cristiane che ho potuto visitare sino ad ora (ben 17 parrocchie). Una esperienza – ha detto il presule, nella cattedrale dei Santi Pietro e Paolo – costellata di incontri con tanti cristiani, uomini e donne, bambini, giovani e anziani, che hanno reso la mia esperienza della nostra Chiesa diocesana più concreta; un volto composto dai molti volti che mi sono venuti incontro”. Il vescovo è preoccupato per quello che ha potuto constatare durante il suo “pellegrinaggio” pastorale. “La visita ha reso maggiormente evidente la necessità di riannodare il dialogo e l’ascolto dei giovani, superando modi e stili che forse nel passato sono stati utili ed efficaci ma oggi non lo sono più. È preoccupante constatare – ha affermato Carboni – che nelle nostre comunità – eccetto le eccezioni che pure vi sono – gli adulti non siano più capaci di trasmettere la fede in Cristo, non riescono a far vedere ai loro figli la bellezza della vita cristiana, forse perché anch’essi già non la vedono più, eredi a loro volta di quel ‘mutismo dell’annuncio’ che ha caratterizzato le generazioni degli anni 70/80”.
“In questa celebrazione, nella quale si manifesta anche visibilmente l’unità tra il presbiterio e il suo vescovo – ha aggiunto mons. Carboni – voglio esprimere parole di gratitudine ai miei presbiteri, siano essi parroci o collaboratori parrocchiali o ritirati per motivi di salute, e ai diaconi. Ho toccato con mano in ciascuno di essi l’impegno per realizzare il progetto di vita che il Signore Gesù assume per se stesso e poi consegna a noi suoi discepoli, come viene annunciato dal Vangelo di Luca: ‘Andate, predicate, portate il lieto annunzio, proclamate l’anno di grazia’”.

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