Terra Santa: card. Sandri al Sir, “sia rispettato il diritto dei cristiani a restare nella propria terra, e non solo quello di emigrare. Gerusalemme sia segno del mondo nuovo”

“Noi cristiani siamo un ‘pusillus grex’, un piccolo gregge, in mezzo a Paesi a maggioranza musulmana. Le comunità cristiane di tutti i riti sono un piccolo seme. Tuttavia, tanti secoli di presenza in queste terre hanno fatto delle nostre comunità un elemento di equilibrio e moderazione. Per questo chiediamo che venga rispettato il loro diritto a restare nella propria terra, e non solo quello di emigrare”. È quanto affermato dal card. Leonardo Sandri, prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, in un’intervista al Sir, in cui parlando della Colletta per la Terra Santa, che si tiene domani in tutte le chiese del mondo, tocca anche diversi temi legati al Medio Oriente. “Chiediamo che venga rispettato il loro diritto a non dovere andare via perché perseguitati, sottoposti ad attacchi terroristici, perché disprezzati e perché costretti dalla impossibilità di mantenere la dignità umana. C’è poi il diritto al ritorno alla propria terra”. “Non è cosa facile, inutile illudersi” ammette il Prefetto che, tuttavia, non manca di ribadire che “sarebbe un grande beneficio per la pace e la giustizia che i cristiani tornassero alla loro patria. Sono tanti quelli che vivono lontano dalle loro case e terre e che, per quanto accolti e sostenuti in tanti Paesi anche occidentali, farebbero rientro nei loro Paesi e tornare ad essere lievito per tutto il Medio Oriente”. Dal cardinale arriva anche un appello per Gerusalemme”.

“Gerusalemme non è la città dell’odio, della guerra e della divisione. Al contrario – dichiara il card. Sandri – dovrebbe essere il segno del mondo nuovo che tutti vogliamo costruire anche con i fratelli che non professano la nostra fede. È urgente porre fine al conflitto tra israeliani e palestinesi”. In merito alla Colletta per la Terra Santa di domani il porporato torna ad esortare i fedeli a essere “generosi e aperti. Non dimenticate la Terra Santa. Lo dico soprattutto ai giovani. Abbiamo celebrato lo scorso ottobre il Sinodo dei Giovani che ha prodotto l’Esortazione Christus vivit. Cristo vive lì dove è vissuto, morto e risorto. Oggi vediamo tanti sprechi, tante cose futili, bisogni che sono capricci. Fermiamoci un momento e chiediamoci se non possiamo davvero privarci di ciò che non è necessario per aiutare chi è nel bisogno”. I cristiani della Terra Santa, conclude, “ci donano una grande testimonianza di fede. È la fede che permette di affrontare tutte le difficoltà. Da loro dobbiamo imparare questo: non sono vinti. È gente che va avanti con la forza di Cristo e del Vangelo”.

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