Rifiuti: Fise Assoambiente, limitare import/export, adeguare impianti, bloccare “turismo”, gestire discariche

Secondo gli ultimi dati Ispra, in Italia si producono 135 milioni di tonnellate di rifiuti speciali (2016) e circa 30 milioni di rifiuti urbani (2017), di cui avviamo a riciclo, rispettivamente, il 65% (92 milioni di ton) ed il 47% (15 milioni di ton). Quattro le direttrici lungo le quali deve muoversi il nostro Paese per conseguire gli obiettivi fissati dalla normativa europea al 2035. A indicarle è il Rapporto “Per una strategia nazionale dei rifiuti”, curato e presentato oggi a Roma da Fise Assoambiente (Associazione delle imprese di igiene urbana, riciclo, recupero e smaltimento di rifiuti urbani e speciali ed attività di bonifica). Anzitutto “limitare l’import/export dei rifiuti da e per l’Italia, che movimenta ogni anno 9,5 mln di tonnellate (circa 6 in entrata e 3,5 in uscita): una diseconomia che, per carenza di impianti, produce una perdita di potenziale di materia ed energia”. Quindi occorre “dotarsi di un sistema impiantistico adeguato al proprio fabbisogno, pianificando la realizzazione nei prossimi 16 anni di: oltre 20 impianti per le principali filiere del riciclo, 22 impianti di digestione anaerobica per il riciclo della frazione umida, 24 impianti di termovalorizzazione, 53 impianti di discarica per gestire i flussi dei rifiuti urbani e speciali”. Terzo punto: bloccare il “turismo dei rifiuti” all’interno dei confini nazionali, con particolare riferimento agli urbani, movimentati da una Regione all’altra per carenza della necessaria impiantistica di smaltimento (soprattutto al Sud). Fise Assoambiente raccomanda infine di riconsiderare la gestione delle discariche, facendo riferimento solo a “impianti moderni e sostenibili cui destinare esclusivamente le frazioni residuali opportunamente trattate”.

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