Elezioni europee: Amnesty, 8 richieste ai candidati e task force contro i discorsi d’odio

In vista delle elezioni parlamentari europee, Amnesty International ha chiesto alle candidate e ai candidati di impegnarsi, se eletti, a promuovere e proteggere i diritti umani in otto distinti ambiti: migranti e rifugiati; politiche di austerità; spazi di libertà; difensori dei diritti umani; rom; donne e persone Lgbti; attività economiche e diritti umani; cambiamento climatico. Amnesty ha inoltre avviato un monitoraggio dei profili Facebook e Twitter dei candidati e delle candidate al Parlamento europeo più attivi online e dei leader di partito ai quali fanno riferimento, per valutare “in che modo si esprimeranno, e se useranno linguaggio d’odio su una serie di temi e categorie quali donne, persone Lgbti, disabilità, migranti, rifugiati e persone con background migratorio, rom, minoranze religiose, solidarietà, povertà socio-economica”. Fino al 24 maggio circa 100 attivisti dell’associazione osserveranno anche le reazioni e risposte degli utenti, per rilevare le eventuali correlazioni tra toni e messaggi veicolati dalla politica e sentimento delle persone rispetto a determinati temi. I dati così raccolti saranno analizzati da ricercatori esperti (data scientist, sociologi, linguisti, psicologi e giuristi). I risultati verranno illustrati in un rapporto, la cui pubblicazione è prevista intorno alla data di insediamento del nuovo Parlamento europeo. Tutte queste attività saranno accompagnate dal “Tavolo odio”, una rete informale di circa 30 tra organizzazioni e ricercatori dediti allo studio e al contrasto dei fenomeni d’odio e della discriminazione, con l’obiettivo di stimolare una riflessione costruttiva e di individuare soluzioni. Sarà rafforzata la “Task force hate speech”, una rete di 150 attiviste e attivisti di Amnesty international Italia che dal novembre 2017 intervengono nello spazio dedicato ai commenti delle pagine online e nelle piattaforme social (Facebook e Twitter) dove, a margine di un articolo, possono svilupparsi discorsi d’odio nei confronti di determinati soggetti-bersaglio, che rappresentano le categorie di persone maggiormente soggette a discriminazione. L’azione della Task Force Hate Speech ha una finalità duplice: “tentare di risollevare il linguaggio a un livello civile e utilizzare lo spazio (più diretto e informale) dei commenti per promuovere l’informazione imparziale della notizia e sensibilizzare gli utenti del web”.

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