Sudan: Mogherini (Ue), “potere torni al più presto a un organismo civile. Consentire gli aiuti umanitari”

(Strasburgo) “Il popolo del Sudan ha dimostrato coraggio e determinazione straordinari nella ricerca di un cambiamento pacifico. Il Consiglio militare di transizione ha mostrato la sua disponibilità a impegnarsi in negoziati con tutte le forze politiche. I veri architetti di questo cambiamento sono i sudanesi e si aspettano che le loro legittime richieste siano affrontate da tutte le parti e in buona fede”. Federica Mogherini, Alto rappresentante dell’Ue per gli affari esteri, rilascia un commento sulla situazione nel Paese africano dove la scorsa settimana era stato deposto dai militari il presidente Omar al-Bashir, al potere da trent’anni. Il Consiglio militare di transizione sta guidando il Paese, con la promessa di passare la mano ai civili entro breve tempo. Mogherini infatti afferma: “Una consegna del potere rapida e ordinata a un organismo transitorio civile con piena autorità decisionale è l’unico modo per consentire un processo pacifico, credibile e inclusivo che possa soddisfare le aspirazioni della società sudanese e portare a riforme politiche ed economiche tanto necessarie”. La posizione assunta dal Consiglio per la pace e la sicurezza dell’Unione africana, intervenuta sulla questione-Sudan, “è benvenuta e importante in questo contesto”.
“Nella situazione attuale, ci aspettiamo – insiste Mogherini a nome dell’Ue – che tutte le parti in Sudan esercitino il massimo riserbo, evitino ulteriori violenze e garantiscano il rispetto delle libertà fondamentali”. “Oltre alla revoca del coprifuoco, ulteriori misure di rafforzamento della fiducia da parte del Consiglio militare transitorio assicurerebbero un ambiente propizio per i negoziati politici futuri, per fare voltare pagina una volta per tutte in Sudan, come chiede il popolo”. Tra i punti essenziali, la liberazione dei prigionieri politici, l’accesso agli aiuti umanitari “tempestivo e senza ostacoli in tutto il territorio, in particolare nel Darfur”. L’Ue “è pronta a impegnarsi con un organismo transitorio civile inclusivo, una volta sul posto, per progettare insieme le nostre relazioni future che possono iniziare con misure di sostegno immediate al popolo sudanese che continua ad affrontare una situazione economica e umanitaria disastrosa”.

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