Messa crismale: mons. Parmeggiani (Tivoli – Palestrina), “sarò un padre ‘presente’ per i presbiteri e per l’intero popolo di Dio”

L’inizio canonico “della mia nuova missione ha luogo durante la Messa del crisma”. Ha esordito così mons. Mauro Parmeggiani, vescovo di Tivoli e di Palestrina, nell’omelia della Messa crismale questa sera nella basilica cattedrale di Sant’Agapito martire a Palestrina, prendendo possesso canonico della diocesi di Palestrina che lo scorso 19 febbraio è stata unita “in persona episcopi” a quella di Tivoli. Rivolgendosi ai presbiteri, il vescovo ha detto di voler essere” per loro ma anche per l’intero popolo di Dio” un padre. “Un padre presente, vicino” ma anche “esigente” e “presente nelle vostre vicende liete e tristi”. Un padre “che cerchi di proporvi mete alte anche quando lo spirito del mondo, le nostre fragilità, tenderanno a farci puntare verso il basso. Tutto ciò, tuttavia, con comprensione, vicinanza, accompagnamento, empatia, preghiera continua”. Tutto ciò, ha aggiunto, “per aiutarvi a vivere” con fedeltà gli impegni assunti nel giorno dell’ordinazione presbiterale: “possiate cioè sempre più essere intimamente uniti al Signore Gesù”, mossi unicamente “dall’amore per i fratelli”.  Infine, con riferimento alla benedizione degli oli santi, il presule pensa all’olio dei catecumeni: oltre a “ungere e fortificare coloro che si apprestano a ricevere il Battesimo”, occorre “tracciare insieme itinerari catecumenali per ciascun cristiano che non deve mai dare per scontato ciò che è”. di qui l’importanza di far “riscoprire la bellezza della famiglia cristiana”; di impegnarsi per i malati, gli anziani, i disabili, i poveri; di impegnarsi nella difesa della vita dal concepimento alla morte naturale. “Questo olio ci chiede di essere una Chiesa estroversa, creativa e missionaria. Innanzitutto verso i giovani”. Di qui l’esortazione conclusiva: “Dobbiamo tenerli a cuore, star loro vicini dedicando loro tempo affinché scoprano la bellezza della vita e la vera gioia, si innamorino dell’Unico che salva: Gesù Cristo!”.

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