Messa crismale: mons. Marcianò (Omi), “giovani novità da far germogliare e custodire nella Chiesa”

“La novità da custodire e far germogliare, oggi e nel futuro, nella Chiesa sono i giovani”. Da custodire camminando “con loro”, ascoltando i loro sogni, incrociando i loro sguardi e da far germogliare annunciando una “liberazione autentica e profonda”. È tutta incentrata sui giovani l’omelia della messa crismale, celebrata questa mattina nella chiesa romana di S. Caterina a Magnanapoli, dall’ordinario militare per l’Italia (Omi), mons. Santo Marcianò. Partendo dall’esortazione apostolica “Christus vivit” in cui Papa Francesco sintetizza il lavoro del Sinodo sui giovani dello scorso ottobre, l’arcivescovo castrense ha proposto quattro tappe: “alzarsi, leggere, sedersi e parlare”. “Alzarsi – ha detto – è il verbo della Resurrezione. All’origine della nostra relazione con i giovani c’è una certezza: è bello essere prete. Il nostro vivere il sacerdozio con gioia è certamente un sogno, di Gesù e dei giovani. Cristo ci ama è una consapevolezza da testimoniare ai giovani militari, spesso feriti da mancanze di amore, ingabbiati in relazioni sbagliate, oppressi dalla solitudine; prima, però, è certezza da riscoprire nel nostro intimo, magari per trovare la forza di alzarci o rialzarci nel ministero sacerdotale. I giovani sognano di avere dei compagni di cammino e per noi, cappellani militari, è un privilegio e una responsabilità poter camminare sempre con loro”. Leggere: “verbo che implica la ricerca e l’ascolto. I giovani sognano una Chiesa che ascolti di più Quanto sarebbe bello promuovere tante occasioni di ascolto della Scrittura con i nostri militari! Sappiamo che alcuni di essi la accoglierebbero, altri no, come il giovane ricco. Sappiamo però che c’è una penetrazione della Parola, come il seme nella terra, e una macerazione della Parola, forse una morte, prima che Essa porti frutto. Questo significa non scoraggiarsi ma intravedere sempre vie di compimento, di pienezza”. Sedersi: “è quanto Gesù ci insegna a fare. Un gesto solenne, da Maestro, accompagnato da un incrocio di sguardi. Gesù sogna per noi sacerdoti questo Suo sguardo che non si arrende”. Infine parlare: “l’annuncio ai giovani che, con il Cristo, possiamo sintetizzare così: liberazione, libertà”. Oggi, ha ribadito mons. Marcianò indicando l’esempio dei giovani santi, “i giovani militari hanno bisogno più che mai di un annuncio di liberazione autentica, profonda; di un riscatto da vecchie e nuove schiavitù, dipendenze. Un annuncio che esige in noi, per primi, un cammino profondo e continuo di liberazione interiore. Un annuncio di liberazione che offre tre verità: Dio ti ama, Cristo ti salva, Egli vive”. Nel corso della messa l’arcivescovo ha, inoltre, annunciato una Lettera, con oggetto l’esortazione apostolica “Christus vivit”, che vuole essere “un piccolo vocabolario” da proporre ai giovani nel settembre prossimo, all’inizio dell’anno pastorale.

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