Istruzione: Istat, in Italia luci e ombre. Siamo ancora agli ultimi posti in Europa per numero di laureati, tasso di abbandono e competenze

L’uscita precoce dal sistema di istruzione e formazione è aumentata in Italia negli ultimi 2 anni attestandosi, nel 2018, al 14,5%. Permangono consistenti differenze territoriali a svantaggio del Mezzogiorno e dei maschi. Sono alcuni dei dati contenuti nel “Rapporto SDGs 2019. Informazioni statistiche per l’Agenda 2030 in Italia” diffuso oggi dall’Istat. “Luci e ombre sul Goal per un’istruzione di qualità”, sottolinea l’Istat, rilevando che “l’Italia è ancora agli ultimi posti in Europa per numero di laureati, tasso di abbandono e competenze”.
In Italia, per esempio, le competenze alfabetiche, numeriche e per la lingua inglese sono molto basse per alcuni gruppi di studenti. La quota di ragazzi iscritti al terzo anno delle scuole secondarie di primo grado che non raggiungono la sufficienza è del 34,4% per le competenze alfabetiche, del 40,1% per la matematica. Una percentuale più elevata di ragazze si situa sotto la sufficienza nelle competenze matematiche (41,7% contro 38,5%) mentre per la lettura la situazione si inverte, 38,3% dei ragazzi contro 30,4% delle ragazze. Campania, Calabria e Sicilia sono le Regioni che presentano le percentuali più alte di studenti con scarse competenze alfabetiche e numeriche. Tra gli studenti che frequentano le seconde classi delle scuole superiori di secondo grado, il 33,5% non raggiunge un livello sufficiente nelle competenze alfabetiche e il 41,6% in quelle numeriche.
In Italia, il 27,9% dei giovani 30-34enni possiede un titolo terziario. L’obiettivo nazionale previsto da Europa 2020 (26-27%) è stato così ampiamente raggiunto. Tuttavia, il livello rimane molto inferiore alla media europea e superiore soltanto a quello della Romania. Per le donne, la quota di 30-34enni laureate è del 34%, per gli uomini del 21,7%.

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