Eutanasia: card. Ruini, “indispensabile ristabilire una positiva sinergia fra i politici cattolici e il loro naturale retroterra”

“L’argomento principale a favore della eutanasia è la rivendicazione della libertà, una dimensione essenziale. La croce di Cristo non ha senso se i peccati dell’uomo non sono atti di grande libertà. Perché dunque non consentire la libertà di eutanasia?”. A chiederlo è il card. Camillo Ruini, intervenuto alla presentazione del libro di Eugenia Roccella. “La risposta – ha detto – è che non si può separare la libertà dall’essere. L’uomo è un essere in relazione e quindi la nostra libertà non può prescindere dagli altri. Non potremmo essere liberi se all’origine non ci fosse la libertà creatrice di Dio. È questo il senso di parole antiche quali: la vita è sacra o la vita è un dono di Dio. Ora, nel dibattito pubblico sono difficili da spendere”. “Come è potuto avvenire in questi anni? – si è chiesto il cardinale – Si è allentata la collaborazione fra il mondo cattolico e i cattolici che operano in politica. I politici cattolici sono così isolati mentre il mondo cattolico e la stessa gerarchia rischiano di rinunciare con forza e chiarezza in materia di etica pubblica. Il risultato è l’irrilevanza che ha comportato la fine della cosiddetta eccezione italiana sui temi della vita e della famiglia. Dobbiamo tornare ad essere un interlocutore incisivo. È indispensabile ristabilire una positiva sinergia fra i politici cattolici e il loro naturale retroterra, compresi i vescovi. Si dovrebbe tentare almeno la possibilità della obiezione di coscienza per gli operatori sanitari. Riguardo al rapporto fra cultura e cristianesimo, siamo condannati come cristiani all’irrilevanza tale da paralizzare il nostro agire non solo nella sfera pubblica ma anche personale. C’è un grande lavoro da fare per recuperare il rapporto con la cultura”.

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