Caso Englaro: Sacconi, “operammo in quanto persone incaricate di funzioni pubbliche che dovevano difendere il primato del Parlamento”

Alla presentazione del libro di Eugenia Roccella sul caso di Eluana Englaro sono intervenute le persone che allora ebbero un ruolo chiave. Una di queste è Maurizio Sacconi, ministro della Salute all’epoca della vicenda. “Ritenevo – ha detto – si dovesse difendere il primato della legge sul giudizio della magistratura. Non nascondo di aver avuto dei dubbi. I miei dubbi non potevano trovare risposta in documenti precedenti né, in verità, ricostruiti. Nel dubbio non potevamo non essere in favore della vita. Così ci dicevano di fare i principi nella Carta costituzionale e del servizio sanitario nazionale, orientato alla cura della persona secondo un criterio di appropriatezza”. “I nostri detrattori – ha aggiunto – parlavano di accanimento terapeutico, cosa non vera che ha avuto una coda con la morte del cardinal Martini che cristianamente aveva rinunciato alle cure. Nel caso di Eluana Englaro, non si trattava di accanimento ma di una persona che avrebbe continuato a vivere in stato di forte disabilità o di condizione di non autosufficienza. Noi operammo in quanto persone incaricate di funzioni pubbliche che dovevano difendere il primato del Parlamento. Non poteva prelavere l’ennesimo atto di giurisprudenza che non posso non chiamare politicizzata”.

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