Caso Englaro: Roccella, “riuscimmo a creare un enorme dibattito”

“Sulla questione antropologica manca un dibattito e una riflessione da tempo. Ho scritto questo libro dopo 10 anni. Mi è sembrato che quella battaglia sia stata totalmente cancellata sul piano culturale e politico. Non ci sono più i presupposti per quel tipo di dibattito”. Lo ha detto Eugenia Roccella, autrice del libro “Eluana non deve morire”, presentato oggi a Roma. “È un’Italia – ha continuato – che chi governa e chi non governa pensa che non sia necessaria una discussione antropologica e cosa vogliamo tutelare della condizione umana. Ora le preoccupazioni sono altre, formulate per ottenere consenso”. “Allora – ha ricordato Roccella che all’epoca era sottosegretario alla Salute – abbiamo fatto una battaglia per difendere l’idea di persona e non solo la vita preziosa di Englaro. Lo abbiamo fatto perché bisogna difendere la vita a prescindere dalla condizione. C’è stata una preparazione politica del caso, costruito a tavolino. Se la vita non è sempre sacra, lo scivolo è inevitabile e non si sa dove si va a finire. Noi non volevamo legiferare, è stata la sentenza della Cassazione a costringerci a legiferare su un tema così delicato. Il percorso è stato intensissimo. Abbiamo fatto tutto quello che potevamo fare, abbiamo perso perché Eluana è morta ma nell’opinione pubblica le percentuali di consenso si erano rovesciate. Siamo riusciti a creare nel Paese un enorme dibattito e a coinvolgere, come dovrebbe essere sempre, i cittadini in una questione che non può non essere lo sfondo della politica. Dobbiamo non dimenticare ma sforzarci per creare le condizioni affinché possa avvenire”.

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