Pasqua: mons. Peri (Caltagirone), “Chiesa chiamata a farsi ‘anima del Mondo’ e compagnia di ogni percorso umano”

“Dalla forza incontenibile di una pietra ‘ribaltata’ riesplode la Risurrezione del Signore che proclama il primato prepotente della vita che sconfigge la morte e ogni oscurità e violenza, che sembrano continuamente insidiare le speranze degli uomini, specialmente dei più poveri e disperati. Dov’è, o morte, la tua vittoria? Dov’è il tuo pungiglione, canta la liturgia di Pasqua, per raccontarci ancora una volta che gli orizzonti della Speranza non hanno confini”. Così mons. Calogero Peri, vescovo di Caltagirone, invitando i fedeli a vivere, nella fede e con partecipazione, la Settimana Santa che culminerà nella Pasqua di Resurrezione. Risurrezione che, dice il vescovo, è “mistero di fede per i credenti e per una Chiesa chiamata a farsi ‘anima del Mondo’ e compagnia di ogni percorso umano”.
Il presule ha voluto, quest’anno, sottolineare questo aspetto: presiederà, infatti, la messa “In Coena Domini” presso la comunità di accoglienza di Borgo Ventimiglia dell’Associazione Casa Famiglia Rosetta. Sarà agli ospiti della struttura che laverà i piedi, ripetendo il gesto compiuto da Gesù verso i suoi discepoli, “perché sia reso più evidente il significato del servizio a favore degli ultimi e dei più bisognosi”.
“La Pasqua – aggiunge mons. Peri – è annuncio certo di futuro e impegno di comunione e solidarietà per ogni uomo di buona volontà, che non voglia rassegnarsi alla paura del nichilismo e del non-senso. I figli della Risurrezione lo sanno bene e lo gridano ‘sino agli estremi confini della terra’”.

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