Minori di origine immigrata: Agia, a scuola personale formato su loro specificità culturali e mediatori nei colloqui con i genitori

Sensibilizzazione del personale che entra in contatto con bambini e ragazzi di nuova generazione sulle loro specificità culturali, in particolare a scuola. E, ancora, la presenza di mediatori linguistici e culturali ai colloqui dei genitori con gli insegnanti. Particolare attenzione, a scuola, alla cultura della prevenzione, in termini di educazione alla relazione e alla salute riproduttiva e sessuale e, presso i consultori, all’informazione sull’esistenza di sportelli di educazione alla salute e alla sessualità. Sono tra le raccomandazioni che oggi l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (Agia) ha rivolto a vari interlocutori per favorire “L’inclusione e la partecipazione delle nuove generazioni di origine immigrata”, come recita il titolo del documento presentato a Roma, nella sede del parlamento del Cnel.
Al ministero dell’Istruzione, dell’Università e della ricerca l’Agia chiede, oltre alla sensibilizzazione del personale, di “favorire l’attuazione di progetti e di iniziative di integrazione e il rafforzamento della coesione sociale e del dialogo interculturale”; di “valutare la revisione di programmi di studio e di percorsi educativi in un’ottica interculturale”; di “adottare strumenti di valorizzazione delle competenze collegate, in particolare, al plurilinguismo e alla conoscenza di più culture”; di “migliorare i servizi di orientamento scolastico”; di “invitare le scuole a curare la comunicazione anche attraverso l’uso di traduzioni, mediatori linguistici e culturali in sede di colloquio con i genitori”.
L’Agia chiede, poi, al ministero dell’Interno di sensibilizzare il personale circa le peculiarità delle nuove generazioni di origine immigrata. Alle Regioni di “sensibilizzare il personale dei servizi di supporto psicologico circa le peculiarità delle nuove generazioni di origine immigrata”; di “agevolare l’accesso ai servizi, soprattutto quelli di carattere sanitario, alle famiglie delle nuove generazioni di origine immigrata”. Ai Comuni viene chiesto, tra l’altro, di prevedere “idonei spazi di confronto interculturale” attivando “percorsi di mediazione sociale e di comunità”, “un concreto supporto alla genitorialità, nel rispetto dell’identità culturale, anche attraverso iniziative e percorsi per l’insegnamento dell’italiano e della cultura del Paese ospitante”, “servizi di accompagnamento anche per consentire la frequenza di attività extrascolastiche: sport, musica, danza, teatro, laboratori”.

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