Settimana Santa: mons. Battaglia (Cerreto Sannita) ieri al carcere minorile di Airola. Giovedì Santo la lavanda dei piedi con i ragazzi “speciali” della “Casa nella Selva”

La Settimana Santa, nella diocesi di Cerreto Sannita-Telese-Sant’Agata de’ Goti, ha avuto inizio con un gesto: la visita del vescovo, mons. Mimmo Battaglia, al carcere minorile di Airola. Il presule, dopo aver pranzato con gli ospiti dell’Istituto penale per minorenni, ha condiviso con loro alcune riflessioni, ascoltando i loro dubbi e rispondendo alle loro domande. Il concetto di libertà, la gratuità con cui le persone vogliono aiutare questi ragazzi e l’impegno delle istituzioni, il senso di impotenza di questi ragazzi che vorrebbero aiutare le proprie famiglie in difficoltà e i sacerdoti che hanno la responsabilità di celebrare la vita concreta delle persone: questi i temi delle domande che i ragazzi del carcere minorile hanno rivolto al vescovo.
Nei giorni che separano da Pasqua, mons. Battaglia, si legge in una nota della diocesi, “sta percorrendo la strada della sofferenza degli ammalati e di chi sta lottando per l’ospedale di Sant’Agata de’ Goti; la strada di un cammino condiviso di conversione dello sguardo e del cuore; la strada dell’ascolto delle storie delle 9 famiglie di Airola, allontanate dalle proprie case a rischio crollo; la strada del dolore di tante famiglie che vivono ferite personali e difficoltà economiche; la strada dei sogni, dei desideri e delle speranze dei ragazzi e dei giovani; la strada dell’amore delle giovani coppie che si stanno preparando al matrimonio”. Giovedì Santo il presule, come segno per indicare la direzione per costruire una società più giusta e più umana, presiederà la Messa in Coena Domini con il rito della lavanda dei piedi a San Salvatore Telesino presso la “Casa nella Selva”, donata all’associazione “La Mia Famiglia”, che si prende cura di bambini e ragazzi speciali.
“L’augurio che mi sento di fare a tutti – afferma mons. Battaglia – è di poterci sentire fortemente interpellati dall’umanità di Gesù, di sentire l’urgenza di cambiare noi stessi, il nostro sguardo sull’altro, la nostra mentalità, il nostro stile di vita, per riscoprire l’autenticamente umano come vero luogo credibile dell’annuncio del Risorto, per riscoprire in noi il desiderio di Dio: che tutti abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza”.

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