Beni culturali: “Aperti al Mab”. Don Pennasso (Cei), “patrimonio ecclesiastico è valore per l’intera nazione”

Dal 3 al 9 giugno si svolgerà in tutta Italia l’iniziativa nazionale “Aperti al Mab. Musei archivi biblioteche ecclesiastici”, promossa dall’Ufficio nazionale per i beni ecclesiastici e l’edilizia di culto della Cei  con l’Associazione musei ecclesiastici italiani (Amei), l’Associazione archivistica ecclesiastica (Aae) e l’Associazione dei bibliotecari ecclesiastici italiani (Abei). “Una ‘vetrina’ attraverso la quale tutti gli istituti che sono sulla piazza possano presentarsi insieme, aprirsi al pubblico e anche tra loro”, dice in un’intervista al Sir il direttore dell’Ufficio Cei, don Valerio Pennasso. Il 22 e 23 marzo l’Ufficio Cei ha promosso ad Assisi il seminario #BeStories; “iniziativa – spiega il sacerdote – legata alla proposta dei social per i beni culturali, al desiderio che musei, archivi e biblioteche si presentino con gli hashtag #BeStories e #ApertiAlMab attraverso immagini o esperienze vissute dalle persone e postate su Instagram o Facebook con i nostri due profili #BeWebOfficial #BeWeb”. Ad inaugurare la settimana di giugno un evento a Roma lunedì 3 che vedrà, di mattina, un incontro con il giornalista de L’Espresso Luigi Badaloni; nel pomeriggio  laboratori su narrazione e comunicazione del patrimonio attraverso esperienze concrete. Stretto il legame beni culturali – territorio: “Sono spazi di valore spirituale, storico e culturale. Nascono dal territorio, dalle persone” e “custodiscono un valore affettivo e di memoria che diventa ancora più significativo quando vengono a mancare”, osserva don Pennasso. Un legame non solo ad intra: “Comuni e amministrazioni riconoscono nei nostri beni un elemento identitario che li qualifica. Del resto l’attenzione e la tutela dello Stato italiano nei confronti del patrimonio ecclesiastico è un riconoscimento di quest’ultimo come un valore per l’intera nazione”.

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