Ue: Graglia (Univ. Milano), “l’Europa ha bisogno di una sua politica di comunicazione davvero efficace”

“L’Unione sconta un paradosso informativo: ciò che fa all’interno degli Stati membri, viene rappresentato, raccontato, spesso attribuito all’azione degli stessi governi nazionali. Sono gli Stati membri, spesso, a usare i successi dell’Unione come strumento di creazione del consenso interno”. Piero Graglia, docente di Storia dell’integrazione europea e History of Regional Integrations all’Università degli Studi di Milano, biografo di Altiero Spinelli, è autore di un fortunato volume edito da Il Mulino intitolato “L’Unione europea. Perché stare ancora insieme”. Intervistato dal Sir affronta la cronaca politica europea, a partire dal Brexit, per poi analizzare successi e punti deboli della “casa comune”. Aggiunge: “Io credo che fino a che l’Unione non avrà una sua politica di comunicazione davvero efficace, in grado di svilupparsi e articolarsi autonomamente all’interno degli Stati membri, la palla sarà sempre in mano ai governi nazionali, pronti ad attribuirsi i vantaggi dell’integrazione, e lesti a scaricare sull’Unione il peso di scelte impopolari”.

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