Sir: principali notizie dall’Italia e dal mondo. Libia in guerra, appelli da Onu e Ue. Droga a Milano, agguato in strada

Libia: guerra a tutto campo, civili in fuga da Tripoli. Onu, Ue, Francia e Germania chiedono il cessate-il-fuoco

Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità sono almeno 58 i morti per gli scontri a Tripoli. L’avanzata di Haftar sulla capitale libica ha causato anche sei vittime civili e 275 feriti. Scontri e raid si concentrano nel distretto di Ain Zara (12 km in linea d’aria a sud-est dalla centralissima piazza dei Martiri), attorno all’aeroporto internazionale chiuso dal 2014 (25 km a sud) e alla cittadina di El-Azizia (45 km a sud-ovest.) Haftar si conferma in possesso di città di qualche decina di chilometri più distanti (Garian a sud, Tarhuna a est e Surma e Sabratha a est). Mentre l’operazione “Vulcano di rabbia” delle milizie filo-Sarraj ha annunciato di aver preso di mira le linee di rifornimento del generale colpendo autocisterne di carburante. I combattimenti stanno provocando la fuga di un numero di civili aumentato di 1.500 in un solo giorno e raddoppiati in 48 ore, portando la cifra totale a oltre 6.000 sfollati, come stimato dall’Ufficio delle Nazioni Unite per gli Affari umanitari. Sul campo crescono dunque gli scontri miliari, mentre la politica internazionale si divide fra i sostenitori del governo in carica e del generale Haftar. Secondo una fonte della Lna, le forze armate guidate da Haftar, il generale sarebbe a Mosca per incontrare alti funzionari del ministero della Difesa russo, anche se fonti ufficiali di Mosca smentiscono. Ieri la cancelliera tedesca Angela Merkel ha condannato l’avanzata di Haftar e la Francia ha fugato i dubbi di ogni suo possibile appoggio. “Vogliamo un cessate il fuoco immediato, l’accesso umanitario, che è necessario e che inizi un processo politico e i negoziati”, ha detto il portavoce della Commissione europea. Stesse parole usate dal segretario generale della Nazioni Unite. “È ancora il momento di fermarsi, è ancora il momento per un cessate il fuoco, per una cessazione delle ostilità per evitare il peggio che sarebbe una drammatica battaglia sanguinosa per Tripoli”, ha detto Antonio Guterres.

Economia: Moscovici (Commissione Ue), “Italia in stagnazione, fonte di incertezza per tutta l’Eurozona”

“L’Italia sta soffrendo una situazione di stagnazione se non di recessione. E la situazione italiana è fonte di incertezza per tutta l’Eurozona”: lo ha detto ieri il commissario Ue per gli affari economici e monetari, Pierre Moscovici, parlando a margine dei lavori del Fmi. “Servono riforme strutturali vere e credibili e misure per la crescita. E non è questione di essere duri, ma il debito deve calare”. “Chiedo all’Italia credibilità – ha poi aggiunto Moscovici -. Tutti devono rispettare le regole e rispettare gli impegni presi. È una questione di credibilità e di sostenibilità”. “Prenderemo le nostre decisioni sull’Italia sulla base delle nostre stime”, ha concluso il commissario. “La nostra decisione sarà il 7 maggio e dovranno tornare i conti sulla base delle nostre indicazioni”.

Cronaca: Milano, colpi di arma da fuoco in centro. Uomo ferito alla testa. Indagini nel mondo dello spaccio

Un uomo di 46 anni, con diversi precedenti per droga, è stato ferito questa mattina alle 8 da colpi di arma da fuoco alla testa esplosi da due persone a bordo di uno scooter in via Cadore, angolo via Bergamo, a Milano. Il ferito – riferisce l’Ansa –, era a bordo della propria vettura quando è stato affiancato. Trasportato d’urgenza al Policlinico di Milano è in pericolo di vita. Chi ha sparato lo ha fatto – stando alle prime testimonianze – colpendo il finestrino posteriore dell’auto, che è andato in frantumi. Sul posto è stata inviata la Squadra mobile, la dinamica sembra quella di un agguato ben studiato: secondo la ricostruzione due uomini si sono affiancati alla sua vettura in sella a uno scooter e hanno fatto fuoco mentre l’auto procedeva lungo una strada stretta in cui non c’è spazio per il passaggio di un’altra vettura. La pista privilegiata degli investigatori al momento è quella del regolamento di conti nel mondo dello spaccio.

Giustizia/1: Lucano (sindaco sospeso di Riace) rinviato a giudizio, accusa di favoreggiamento dell’immigrazione

Il sindaco sospeso di Riace Mimmo Lucano è stato rinviato a giudizio assieme agli altri 26 indagati nell’ambito dell’inchiesta denominata “Xenia” sulla gestione dei migranti a Riace. La decisione è stata letta ieri dal Gup del Tribunale di Locri Amelia Monteleone dopo sette ore di camera di consiglio. Il processo è stato fissato per l’11 giugno prossimo a Locri. A Lucano, ancora sottoposto al provvedimento di divieto di dimora a Riace, e alle altre 26 persone rinviate a giudizio, l’accusa contesta, a vario titolo, i reati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e abuso d’ufficio. Nessuno degli indagati era presente in aula alla lettura del dispositivo da parte del Gup, così come era accaduto anche nelle cinque giornate di udienza. Lucano, al terzo mandato come primo cittadino di Riace, proprio nell’ambito dell’operazione Xenia della Procura di Locri, il 2 ottobre, era dapprima stato posto agli arresti domiciliari, misura poi trasformata nel divieto di dimora a Riace.

Giustizia/2: caso “Ruby bis”, favoreggiamento della prostituzione, le pene per Emilio Fede e Nicole Minetti

Il giornalista Emilio Fede, condannato in via definitiva a 4 anni e 7 mesi per il caso “Ruby bis” dovrebbe scontare la prima parte della pena, alcuni mesi, in detenzione domiciliare, e non in carcere, per poi poter chiedere l’affidamento in prova ai servizi sociali. Nicole Minetti, invece, condannata a una pena più bassa (inferiore ai 4 anni), 2 anni e 10 mesi, potrà da subito chiedere l’affidamento in prova. Stando a quanto riferito da fonti qualificate, infatti, il problema per Fede è che la pena supera i 4 anni e, dunque, la Procura generale deve emettere un ordine di carcerazione. Ordine che, tuttavia, può essere sospeso dagli stessi magistrati, dando 30 giorni di tempo alla difesa di Fede per chiedere la detenzione domiciliare come ultrasettantenne (ha 87 anni). Il favoreggiamento della prostituzione non è un reato ostativo per questo genere di istanza, anche se la stessa sospensione non è automatica e decide la Procura generale.

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