Nigeria: Malick Fall (Unicef), “fermate ogni violenza contro i bambini”

“I bambini dovrebbero sentirsi sempre al sicuro a casa, nelle scuole e nei loro parchi giochi. Chiediamo alle parti in conflitto di adempiere agli obblighi previsti dal diritto internazionale per porre fine alle violazioni contro i bambini”. Questo l’accorato appello che oggi Mohamed Malick Fall, rappresentante dell’Unicef in Nigeria, lancia in difesa dei bambini che vivono nella Nigeria nord-orientale. In occasione del quinto anniversario del rapimento delle 276 ragazze a Chibok, Unicef ricorda che più di 3.500 bambini, la maggior parte dei quali di età compresa tra i 13 e i 17 anni, sono stati reclutati da gruppi armati non statali tra il 2013 e il 2017 e sono stati utilizzati nel conflitto armato in corso nel Paese africano. Si tratta di numeri ufficiali, afferma Unicef, ma in realtà le cifre reali sono probabilmente più alte. Oltre a questi bambini, 432 bambini sono stati uccisi e mutilati, 180 sono stati rapiti e 43 ragazze sono state vittime di abusi sessuali nel nordest della Nigeria nel 2018. Nel frattempo, più di 100 delle ragazze rapite a Chibok rapite risultano ancora scomparse. La ricorrenza del quinto anno dal rapimento, che cade il 14 aprile, è un triste promemoria del fatto che nel nord-est continuano a verificarsi rapimenti di bambini e gravi violazioni dei loro diritti. “Unicef chiede alle parti coinvolte nel conflitto – aggiunge Mohamed Malick Fall – di smettere di prendere di mira le infrastrutture civili, comprese le scuole. Questo è l’unico modo in cui possiamo iniziare ad apportare miglioramenti duraturi nella vita dei bambini in questa parte devastata della Nigeria”.

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