Libia: Guolo (esperto), “l’Italia rischia di perdere il suo ruolo centrale”

L’Italia “rischia di perdere il suo ruolo centrale” in Libia. Lo afferma, intervistato dal settimanale diocesano di Treviso “La vita del popolo”, il professor Renzo Guolo, trevigiano, docente di Sociologia della religione all’Università di Padova e grande esperto del mondo arabo. “Prima di tutto – spiega il docente – questo accade per come si stanno configurando la nostra politica internazionale e il nostro sistema di alleanze: con la Francia i rapporti sono tesi, con il rischio di non riuscire neppure a parlarsi. Apriamo la Via della seta con i cinesi, facciamo l’occhiolino ai russi, i quali vedono in Haftar il cavallo di troia per affermare i loro interessi anche in Libia. D’altro canto, pretendiamo di avere buoni rapporti con gli Usa… Ma non si può pensare che le nostre aperture a russi e cinesi siano prive di conseguenze. Ci sono continue oscillazioni nella nostra politica estera, vedo dilettantismo e poca visione strategica. Così, noi che dovevamo avere un ruolo fondativo per la nuova Libia, ora siamo ai margini. Pare che la questione, nei rapporti con loro, sia solo quella degli sbarchi. Ma evidentemente non è così”.
“Per l’Italia la Libia è importante – prosegue Guolo –, non solo per ragioni storiche. Siamo interessati ai flussi migratori, gestiti attualmente in modo disumano, e poi del Paese nordfricano abbiamo bisogno per il nostro fabbisogno energetico. Come è noto, l’Enel ha lì un ruolo centrale, ma le cose rischiano di cambiare con il rafforzamento di Haftar, che gode dell’appoggio della Francia, anche se l’Ue ufficialmente riconosce Serraj. Inoltre, c’è anche un problema di sicurezza perché in questo contesto rischia di aumentare nel Paese, soprattutto nella zona meridionale, al confine con l’Algeria, la presenza di foreign fighters”.

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