Don Primo Mazzolari: Bignami (Fondazione di Bozzolo), sessant’anni di profezia del “parroco d’Italia”

“A sessant’anni dalla morte, don Mazzolari continua a interpellare i credenti attraverso gli scritti e la profezia delle sue scelte”. Lo afferma don Bruno Bignami, presidente della Fondazione Mazzolari di Bozzolo, nell’editoriale scritto per il Sir nel giorno del 60° anniversario della morte del prete-scrittore lombardo. “Ancora oggi c’è bisogno che l’acqua pura che sgorga dai suoi scritti possa diventare ruscello, torrente e fiume anche nella Chiesa odierna, travolgendo le tentazioni di costruire dighe che non sanno far gustare a valle la freschezza della sorgente a monte. Un patrimonio generativo che contagia e che non smette di operare benefici”. “Cosa rimane della sua profezia? Di sicuro, il coraggio che proviene dall’amore per Cristo e per la sua Parola. ‘I destini del mondo si maturano in periferia’, scriveva. Bozzolo non è certo la capitale d’Italia, eppure da un luogo semplice e periferico ha saputo far partire un messaggio che ha anticipato i tempi e, con il Concilio, ha invaso tutta la Chiesa”. Mazzolari “è stato definito provocatoriamente ‘parroco d’Italia’. Non perché avesse ambizioni di comando, anzi! Era invece convinto che lo Spirito di Dio non investe soltanto le vette dove ci sono le leve del potere, ma soffia volentieri nei fondi valle, scopre i casolari e gli eremi e pianta la sua tenda nelle esistenze più emarginate. Così osava immaginare una Chiesa a doppio servizio: da una parte c’è chi ricopre posti di comando e ha il compito di indicare la rotta. Dall’altra, però, chi sta in basso può offrire un contributo determinante: si accorge di ciò che non va, fa da sismografo dei cambiamenti in corso”.

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