Argentina: mons. Ojea, videomessaggio per la beatificazione dei martiri riojani. “Mons. Angelelli amò il suo popolo”

“La vita di mons. Angelelli si riflette in ciò che scrive Papa Francesco nell’Evangelii Gaudium, visse il gusto spirituale di essere popolo, il gusto spirituale di amare il suo popolo”. Lo afferma il presidente della Conferenza episcopale argentina, mons. Oscar Ojea, vescovo di San Isidro, in un videomessaggio diffuso nell’imminenza della beatificazione, che avverrà il prossimo 27 aprile a La Rioja, del vescovo Enrique Angelelli e degli altri “martiri de la Rioja”: i sacerdoti Carlos Murias e Gabriel Longueville e il laico Wenceslao Pedernera, tutti uccisi durante la dittatura militare, a distanza di pochi giorni l’uno dall’altro, nell’estate 1976. “Il martirio di mons. Angelelli – dice mons. Ojea – inizia quando viene più volte minacciato, quando riceve la minaccia che avrebbero ucciso i sacerdoti a lui più vicini, i migliori amici e coloro che lavoravano assieme a lui nella pastorale. Padre Gabriel, padre Mario e poi anche il suo amico Wenceslao”. “Raccomandiamo a questo nuovo beato la nostra patria, l’Argentina, in questo momento così difficile del nostro Paese, delle nostre comunità e della Chiesa, afferma ancora il presidente della Cep, che conclude: “Mettiamo davanti a lui e alla sua intercessione tutte queste contraddizioni e difficoltà che abbiamo noi argentini per andare avanti con giustizia e carità”.

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