Scuola: don Saottini (Cei), “mettere passione ed entusiasmo nel nostro lavoro”

Concludendo la tre giorni del convegno nazionale dell’Ufficio per l’educazione, la scuola e l’università e del Servizio per l’insegnamento della religione cattolica, da Palermo, don Daniele Saottini, responsabile del servizio nazionale per l’Irc della Cei, ha voluto incoraggiare chi lavora per l’educazione: “Abbiamo conosciuto don Pino come operaio infaticabile e come testimone audace. Che bella l’audacia! Vuol dire – ha sottolineato – che ha messo passione ed entusiasmo. Ci ricorda di metterli anche noi nel nostro lavoro e nel nostro impegno, ci sprona a non soffermarci troppo sulle difficoltà, ma ad impegnarci per superarle. Abbiamo visto il suo impavido coraggio nel rimanere fedele. Credo – ha proseguito don Saottini – che ne occorra anche a noi dinanzi alle sfide che ci arrivano anche dai nostri giovani. Abbiamo definito don Puglisi generoso ministro, capace cioè di impegnarsi: sul suo esempio dobbiamo modellare la nostra volontà”. Al centro della riflessione del responsabile nazionale c’è una frase del sacerdote palermitano: “I nostri sogni e desideri cambiano il mondo”. “Lo cambiano e possono diventare realtà. Non è semplice trovare cosa oggi la scuola, la società, la Chiesa possono sognare insieme con i ragazzi, quale può essere il sogno che li accomuna. Una delle grandi sfide – ha detto don Saottini al Sir – è sognare che ci possa essere un domani anche per i nostri adulti, spesso abbarbicati ad alcune certezze, preoccupati di non lasciarsi trasportare dal vento. Il vento è invece una bella sfida e un’occasione e questo ce lo insegnano i ragazzi e i giovani”.
Tre le parole consegnate a Palermo: alleanza, legame con il territorio, costruzione di esperienze. “Calpestando questi luoghi – ha proseguito –, ascoltando le testimonianze e incontrando i ragazzi, comprendiamo il senso di certe sfide che portiamo avanti. Non si tratta soltanto di custodire ciò che si riesce a conservare, ma invece di ripartire con slancio nuovo: la sfida educativa è aperta e noi non ce ne tiriamo fuori”.
Anche gli alunni della scuola che ha accolto la chiusura del convengo, nel quartiere palermitano di Brancaccio, e che porta il nome di don Pino Puglisi, hanno voluto prendere parte al momento conclusivo dell’appuntamento dal titolo “Non c’era neanche la scuola media”. Hanno lasciato per pochi istanti le loro aule e si sono affacciati sull’ala in cui si è tenuta oggi l’ultima parte dell’appuntamento. Accompagnati dall’orchestra dell’Istituto comprensivo, in coro con i direttori arrivati da tutte le diocesi d’Italia, hanno cantato l’Inno di Mameli. Un momento partecipato e suggestivo, “segno che la scuola ha una responsabilità educativa che va oltre il semplice insegnamento scolastico e che, talvolta, è veramente capace di assolvere al suo compito”.

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