Scuola: Diaco (Cei), “educazione non è bacchetta magica, cambia gli uomini e così anche la realtà delle cose”. Necessarie “sinergia e collaborazione”

Ernesto Diaco, direttore dell’Ufficio nazionale per l’educazione cattolica, la scuola e l’università, nel suo intervendo conclusivo del convegno nazionale dei direttori degli Uffici diocesani di pastorale scolastica e per l’insegnamento della religione cattolica, promosso a Palermo, ha fatto riferimento all’aggressione di ieri, a Napoli, a pochi metri dalla chiesa San Giuseppe e Madonna di Lourdes e dall’Istituto comprensivo Vittorino da Feltri, nella quale un uomo è stato ucciso e un altro ferito, mentre accompagnavano un bambino di tre anni, rispettivamente il nipotino e il figlio, a scuola. Diaco ha parlato del rischio di considerare l’educazione “quella che risolve problemi”: “L’educazione in realtà ci aiuta ad anticiparli, ad evitarli prima che i problemi arrivino e accadano e, poi, anche a farvi fronte, ma non è la bacchetta magica che cambia il mondo, non in questo senso e non in questi termini. L’educazione cambia gli uomini e, cambiando noi, cambia la realtà delle cose”. “Quando succedono questi fatti drammatici e scoraggianti – dice Diaco al Sir -, si invoca la scuola e il suo compito educativo come se la scuola, da sola, potesse fare miracoli. Fermiamoci invece a comprendere che occorre un’alleanza, quella sancita nei cosiddetti patti educativi: lavorare insieme non è facile ma, se non siamo soli, le nostre forze si moltiplicano. Noi per primi abbiamo bisogno di ricostruire noi stessi: non è solo una cosa che dobbiamo dare gli altri, ma che prima abbiamo bisogno di ricevere”. Sinergia e collaborazione, dunque: “Non c’è altra strada – conclude Ernesto Diaco – se abbiamo a cuore il bene dei ragazzi e di ciascuno di noi”.

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