Studenti: Martini (giornalista), “senza informazione non c’è democrazia”

(dall’inviato a Montesilvano) “Senza informazione non c’è democrazia”. È il monito rivolto ieri sera da Fabiana Martini, giornalista e collaboratrice di Parole O_Stili, ai partecipanti alla VII edizione della Scuola di formazione per studenti (Sfs 2019) promossa dal Movimento studenti di Azione Cattolica (Msac) sul tema “Bella domanda! Studenti che interrogano la realtà” in svolgimento a Montesilvano (Pe). “Compito dell’informazione – ha spiegato – è raccontare i fatti, far vedere ciò che opaco, quello che qualcuno vorrebbe non venisse conosciuto ma anche additare ciò è nascosto, una sorta di antidoto alla rimozione delle cose scomode, che ci danno fastidio, che non vogliamo vedere”. “Un fare luce – ha proseguito – sulle situazioni che non hanno sufficiente voce e potere per esprimersi e farsi sentire”. “Perché assolva pienamente il proprio compito – ha osservato Martini – l’informazione dev’essere credibile e libera”. “Nel nostro Paese – ha domandato l’informazione è libera?”. “In Italia – la risposta –, Paese democratico e moderno, ci sono attualmente 21 giornalisti sotto scorta, persone che hanno dovuto rinunciare alla loro libertà personale perché fanno il loro lavoro seriamente andando a mettere il naso su cose che evidentemente danno fastidio”. “Perché sia efficace – ha ribadito – serve che l’informazione sia libera”. Martini ha poi osservato che “in questi mesi hanno voluto farci credere che il problema del Paese è quello dei migranti mentre sappiamo invece che sono altri: un’emergenza è quella che riguarda le donne e i bambini, perché ogni 3 giorni una donna in Italia viene ammazzata da un uomo che quasi sempre ha o ha avuto con lei una relazione. E ci sono dei bambini che assistono alle violenze che, è stato dimostrato, hanno la stessa efficacia della violenza subita”. Per cui “tutte le volte che – per esempio noi giornalisti – davanti ad un femminicidio parliamo di eccesso di gelosia, raptus o tempesta emotiva, tutte le volte che scegliamo parole non adeguate noi perdiamo credibilità”. Nel corso della serata, Martini ha sottoposto agli studenti alcune domande – come “Ognuno su Facebook vede le stesse cose?”, “In Italia esistono solo giornali di opinione?”, “Leggere il titolo di un articolo mi dà un’informazione reale?” o ancora “Che strumenti abbiamo per capire se una notizia è vera?” – per testare le loro conoscenze e consapevolezze su informazione e social media e per stimolare il dibattito dei ragazzi con il direttore de L’Osservatore Romano, Andrea Monda. E ha presentato i 10 principi contenuti nel “Manifesto della comunicazione non ostile”.

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