Irlanda: mons. Farrell (Ossory), “nuovi modi per permettere alla Chiesa di vivere in tempi nuovi”

“È diritto di ogni persona, non una concessione nata da una nuova necessità”, la “missione affidata a tutti i battezzati” essere come Chiesa “segno e strumento della presenza di Dio in mezzo a noi”. Lo scrive il vescovo irlandese di Ossory, mons. Dermot Farrell, nella lettera pastorale che nei prossimi giorni sarà distribuita nelle parrocchie e comunità della diocesi. È una Chiesa che conta 86mila abitanti, ha 42 parrocchie e 89 chiese, descrive il vescovo; “il 24% della nostra gente frequenta la messa nel fine settimana”, vale a dire 18.500 persone hanno a disposizione “142 messe e 40 sacerdoti diocesani sotto i 75 anni, numero che si dimezzerà nei prossimi dieci anni”. Occorre pensare a “cambiamenti per le nostre parrocchie”: si tratta di “esplorare e abbracciare creativamente nuovi modelli”, di “nuova consapevolezza del mandato missionario di Gesù Cristo”, di “una riforma istituzionale e una condivisione dell’autorità a tutti i livelli”. In definitiva, scrive mons. Farrell, si tratta “di trovare nuovi modi per permettere alla Chiesa di vivere in tempi nuovi” e “provvedere alla celebrazione dei Sacramenti nelle nostre parrocchie nel breve e medio periodo”. I cambiamenti inevitabili “nel numero e nei tempi delle messe” tuttavia, “non potrà accadere senza consultazione; ci vuole tempo per scoprire le mutevoli esigenze delle comunità religiose locali e per abbinarle con le risorse disponibili”.

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