Fondazione Missio: don Pizzoli (direttore), “quella volta che preparammo un manuale di catechesi con attività manuali”

“In Brasile abbiamo messo a punto un manuale di catechesi senza usare carta, penna, lavagna, in quanto c’erano molti ragazzi che non sapevano né leggere né scrivere. Era impostato con attività esclusivamente manuali ed ha avuto un grande successo tra i bambini”. Lo ha raccontato don Giuseppe Pizzoli, nuovo direttore della Fondazione Missio, intervenendo al convegno nazionale degli incaricati diocesani di Missio Ragazzi dal titolo “Battezzati è Inviati”, in corso a Roma presso la Casa per ferie “Ospitalità Bakhita”. Nel suo intervento, “Un viaggio tra Verona, Brasile e Guinea Bissau”, ha illustrato come la missione possa donare vita e bellezza non solo alla Chiesa ma al mondo intero. Nel raccontare ha attinto dalla sua esperienza di sacerdote fidei donum, che ha vissuto in prima persona la missio ad gentes per 10 anni in una parrocchia alla periferia di João Pessoa, capitale dello Stato di Paraiba (Brasile), poi nella diocesi di Bafatá, in Guinea Bissau. “Lì il mio servizio è stato caratterizzato dall’esperienza di catecumenato. Nella parrocchia dove vivevo c’erano solo tre o quattro famiglie già cristiane. Ma in cinque anni abbiamo battezzato 130 cristiani adulti, però solo dopo un totale di cinque anni di catechesi”. Nella diocesi di Bafatà, don Pizzoli ha promosso anche gli incontri di formazione biblica, arricchito dall’esperienza della lettura popolare della Bibbia fatta in Brasile. Ha anche lavorato per la stesura del progetto pastorale diocesano, che si è concluso a fine luglio, poche settimane prima che la Conferenza episcopale italiana lo cercasse per chiedergli di diventare direttore nazionale di Missio. “Il vescovo di Bafatà – racconta don Pizzoli – quando ha saputo che Roma mi chiamava, ha detto: ‘Il progetto pastorale rimarrà orfano, ma quando la Chiesa chiama, non si può dire di no’. E mi ha lasciato andare”.

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