Diocesi: mons. Carboni (Ales), “contro lo spopolamento creare un’offerta relazionale con proposte di tipo religioso e spirituale”

“Toccherà anche alle parrocchie oltre che ai Comuni creare, nei piccoli centri interessati al fenomeno dello spopolamento, un’offerta relazionale di tipo religioso-spirituale e sociale”. Lo afferma mons. Roberto Carboni, vescovo di Ales-Terralba, a proposito del fenomeno dei giovani che lasciano i paesi della Marmilla e del Medio Campidano alla ricerca di lavoro: 3500 l’anno scorso in Sardegna. Un argomento affrontato nel corso del seminario su “Informazione e spopolamento” organizzato dal quindicinale diocesano “Nuovo Cammino”. “Lo spopolamento comporta in chi rimane – dice mons. Carboni – la percezione di uno sfilacciamento a livello relazionale e contribuisce a creare un forte senso di solitudine che fa da terreno propizio per un aggravarsi delle malattie”. Dal vescovo la proposta di sette comportamenti e stili di vita, indicati agli amministratori comunali: creare connessioni (buone relazioni con familiari e amici, attivarsi nei gruppi di volontariato; parrocchiali, culturali); essere altruisti (pensare al bene dei propri simili); sviluppare obiettivi realistici (raggiungere piccoli traguardi); prendere decisioni concrete; non sovrastimare gli eventi e gli intoppi; visualizzare ciò che si desidera anziché preoccuparsi di ciò che si teme; essere flessibili. “Alcune ricerche – aggiunge il vescovo – sostengono che fede in Dio, frequenza alla preghiera, capacità di incontro nei momenti liturgici aiutino a tamponare forme di depressione, attacchi di cuore, perdita della capacità di risposta allo stress. Se sarà spopolamento toccherà anche ai preti creare un’offerta relazionale con proposte di tipo religioso e spirituale”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Chiesa