Pastorale universitaria: mons. Russo (segretario generale), “dialogo tra Chiesa e Università porti ad autentico umanesimo ricco di frutti spirituali e scientifici”

Oggi “la Chiesa e l’Università italiana desiderano essere insieme attori e alleati. È lo spirito con cui è stato elaborato il ‘Manifesto’ comune tra Cei e Conferenza dei rettori”, lanciato proprio un anno fa al termine dello scorso convegno nazionale di Pastorale universitaria e che “è ormai in dirittura d’arrivo e troverà presto ufficialità e diffusione”. Lo ha ricordato, stamattina, mons. Stefano Russo, segretario generale della Cei, intervenendo alla tavola rotonda sul tema “Chiesa e università, un’alleanza culturale ed educativa”, organizzata nell’ambito del convegno nazionale di pastorale universitaria in corso a Brescia, fino a oggi Il testo del Manifesto, ha precisato mons. Russo, “è già stato visionato da entrambe le parti e verrà sottoscritto a Roma nelle prossime settimane”. Il segretario generale della Cei ha, quindi, accennato “allo spirito e ai contenuti di fondo, accomunati dall’aspirazione di valorizzare una ricerca e una didattica attente alla persona” partendo da due cardini: un diritto e un dovere.
Il diritto riguarda “il ricollocamento dello studente al centro di un sistema culturale e formativo a misura d’uomo, dove il sapere non è messo a disposizione solo del miglior offerente, ma è vagliato, approfondito e diffuso, scevro dai ritornelli paralizzanti del consumismo culturale”. Tradotto nella concretezza della vita universitaria, “ciò significa anche essere attenti alle necessità di accoglienza e di ascolto, di sostegno piscologico e morale, di integrazione fra competenze formali e informali. L’alternativa è un’Università anonima, rassegnata a riflettere sul piano istituzionale la parcellizzazione sociale, quasi fosse una federazione estrinseca di Facoltà e corsi di studio il cui unico polo unificante è costituito dall’apparato amministrativo”.
Il dovere “ha a che fare con la formazione di una coscienza civica, storica e solidale”. Anche la cultura che nell’Università si elabora deve contenere “ragioni di comunione, di condivisione e di inclusione, favorendo negli studenti un senso dell’apprendimento orientato alla realizzazione non solo di sé, ma del bene comune”. L’Università, d’altra parte, si fonda su “un patto intergenerazionale che considera la trasmissione del sapere linfa di una tradizione vitale che consiste nello scambio reciproco tra giovani e adulti”. Solo “attraverso questo dialogo solidale – tra docenti e studenti, tra studenti e colleghi – si afferma concretamente il primato della persona umana e di valori quali la gratuità, l’uguaglianza, la libera iniziativa intellettuale”.
“Il dialogo e la collaborazione tra Chiesa e Università – l’augurio conclusivo di mons. Russo – possa rappresentare un monito a resistere alla spersonalizzazione e alla banalizzazione delle domande, per sporgersi oltre il mondo della tecnica e della funzione, e ritrovare così – Chiesa e Università, ciascuno nel proprio campo e insieme in tutte le occasioni possibili – la capacità di promuovere un autentico umanesimo ricco di frutti spirituali e scientifici”.

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