Otto marzo: Giaccardi (Cattolica), “non si può prescindere dal contributo femminile in una prospettiva di reciprocità”

“Viviamo ormai in un ambiente misto, in cui non è più possibile separare nettamente materiale e digitale. È quindi fondamentale domandarsi come valorizzare la sinergia e come abitare umanamente il mondo di oggi”: lo afferma Chiara Giaccardi, docente di Sociologia dei processi culturali e comunicativi all’Università Cattolica di Milano, intervenendo al convegno “Giovani donne: la sfida di esserci” in corso oggi alla Pontificia Facoltà di Scienze dell’educazione Auxilium di Roma. Riprendendo il documento finale del Sinodo dei vescovi su giovani e discernimento vocazionale, la sociologa afferma che “non si può prescindere dal contributo femminile, in una prospettiva di reciprocità”, almeno su tre livelli della vita ‘onlife’: nella “cura della relazione, che diventa luogo in cui curare i legami in una prospettiva di gratitudine e nella capacità che le donne hanno di farsi mediatrici di messaggi”; nel “contrasto a quella forma di disumanizzazione” che vorrebbe annullare ogni differenza e peculiarità femminile e che è, secondo Giaccardi, “pulsione di morte, dato che la vita è relazione e la relazione è il contrario dell’uno. La donna custodisce il movimento vitale e relazionale del generare evitando la riduzione al solipsistico fabbricare”. In chiusura, la studiosa sottolinea come la donna porti “nell’ambiente misto un insostituibile contribuito di bellezza e tenerezza, come apertura accogliente e sollecita, antidualista e liberante all’altro visto come intero”.

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