Otto marzo: Chiesa argentina, “vigilare perché le donne non solo abbiano diritto alla vita, ma anche a una vita degna”

“Ci pronunciamo, una volta di più, a favore di tutta la vita, dal concepimento alla morte naturale. Il nostro grido per la vita ci spinge anche a vigilare perché le donne non solo abbiano diritto alla vita, ma anche a una vita degna: che esse e i loro figli possano alimentarsi, studiare e curarsi. La maggioranza dei poveri in Argentina e nel mondo sono donne, bambini e bambine”. Lo scrive in un comunicato l’area per la Donna del dipartimento per i laici della Conferenza episcopale argentina (Cea), in occasione dell’8 marzo. La nota chiede alla società di unirsi in difesa della vita umana e della donna, dopo un anno caratterizzato da un forte dibattito sulla legalizzazione dell’aborto, dando atto che “tutti vogliamo promuovere la vita”, in buona fede, certamente chi la difende “dal concepimento, convinto che ogni vita vale e che va accompagnata la protezione integrale della madre”, ma anche chi pensa “alla vita delle donne che muoiono tentando un aborto clandestino”.
Il documento chiama all’unità, per esempio, per fronteggiare la piaga del femminicidio, che in Argentina ha già coinvolto in questo inizio 2019 più di cinquanta vittime, o per lottare contro “ogni forma di violenza, tratta, sfruttamento, abuso, violenza contro le donne, minorenni e persone transgender”. Prosegue la nota: “Proprio perché siamo a favore della vita, prendiamo le distanze da forme violente, sia fisiche che verbali, di chi squalifica con odio le idee di altre persone. Le nostre posizioni sono chiare, però rispettiamo le opinioni e la libertà di coscienza degli altri”. Infine, arriva il richiamo “per una vita piena, nella quale le donne possano raggiungere i loro obiettivi e aspirazioni. Che per tutte diventi realtà il diritto ad accedere, in termini di equità rispetto ai maschi”, negli impieghi pubblici e privati, e a tutte le realtà che sono chiamate ad affrontare.

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