Migranti: Vlachos (Caritas Hellas), “nell’isola di Samos la situazione è esplosiva”

In Grecia, nell’isola di Samos, si rischia una grave crisi umanitaria: oltre 4.000 migranti e rifugiati sono intrappolati in condizioni terribili, mentre le tensioni con la popolazione locale vanno inasprendosi. L’hotspot di Samos può accogliere solo 1.500 persone perciò all’esterno le colline sono tappezzate di tende e baracche precarie. L’assenza di servizi e la presenza, a ridosso della città, di migliaia di donne, uomini e bambini disperati stanno mettendo in difficoltà la convivenza con i 33 mila abitanti di Samos, che normalmente vivono di turismo e cominciano a manifestare insofferenza.  Lo racconta al Sir  Stamatis Vlachos, project manager di Caritas Hellas (Caritas Grecia). Dopo la crisi del 2015 con un 1 milione di arrivi attraverso la rotta balcanica e gli accordi con la Turchia nel 2016 “le persone stanno ricominciando a sbarcare sulle isole – spiega Vlachos -. Attualmente l’emergenza è a Samos. Ci sono troppe persone nei campi e poche infrastrutture di base. Questo ha creato molti problemi, anche in ambito sanitario. La popolazione locale protesta, organizza scioperi. La situazione è esplosiva”.  Vengono in maggioranza da Afghanistan, Siria, Iraq ma anche dai Paesi africani (Camerun e Repubblica democratica del Congo). Il 53% sono uomini, il 22% donne e il 25% bambini. Tanti hanno subito violenza durante il viaggio.”Di solito le persone provano una volta ad attraversare il Mediterraneo, se non riescono provano di nuovo e poi cambiano rotta – precisa -. Dalla Grecia ci sono persone che hanno tentato anche 10/15, o addirittura 17 volte”.  L’Unhcr, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, ha tempi di attesa per la prima audizione fino al 2021. “Le persone sono senza documenti e cercano di rimediare passaporti falsi – dice -. I trafficanti hanno organizzato un sistema molto raffinato. I migranti si presentano come turisti che hanno intenzione di fare un viaggio e tornare a casa propria in Paesi nord europei. In alcuni casi in si tingono i capelli o mettono lenti a contatto di un altro colore. La Grecia non è una terra ricca di opportunità, perciò tutti vogliono partire”. In Europa c’è stato lo scorso anno un calo degli arrivi (139.300) e un cambiamento delle rotte migratorie: la Grecia risulta al secondo posto dopo la Spagna, con circa 32.500 persone rispetto alle 30.000 del 2017.

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