Latte: Coldiretti, “ora vigilare su rispetto accordo”

“Serve ora vigilare attentamente sul rispetto dell’accordo per fare in modo che si trasferiscano ai pastori gli effetti positivi sul mercato del pecorino determinati dall’intervento pubblico e dall’aumento delle vendite stimato pari al 30% dalla grande grande distribuzione, per effetto delle campagne promozionali”. E’ quanto afferma Coldiretti nel commentare l’accordo sul prezzo del latte ovino raggiunto a Sassari dopo quasi un mese di negoziati iniziati al Viminale con il vicepremier Matteo Salvini dopo la manifestazione della Coldiretti guidata dal presidente Ettore Prandini in piazza Montecitorio. Da allora circa tre milioni di litri di latte sono stati lavorati per essere dati in beneficenza, dati in pasto agli animali o gettati in strada per colpa di una situazione insostenibile che, ricorda Coldiretti, “ha portato i pastori all’esasperazione. Abbiamo firmato per ultimi con senso di responsabilità un accordo che – aumenta del 20% l’acconto sul prezzo del latte consegnato dai pastori rispetto inizializzo del negoziato, con l’obiettivo però di arrivare a quotazioni finali di un euro per effetto della griglia di indicizzazione che è stata impostata. Restiamo impegnati per ottenere nuove regole che valorizzino il lavoro dei pastori nella formazione del prezzo e vigileremo affinché, dopo le evidenti disfunzioni, si arrivi al più presto una corretta gestione del Consorzio di tutela del pecorino romano che veda protagonisti i pastori, ai quali devono essere assegnate le quote di produzione”. In gioco – conclude Coldiretti – “12 mila allevamenti della Sardegna dove pascolano 2,6 milioni di pecore, il 40% di quelle allevate in Italia, che producono quasi 3 milioni di quintali di latte destinato per il 60% alla produzione di pecorino romano (Dop)”.

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