Germania: Chiese e rabbini insieme per il “futuro della memoria”

Il “futuro della memoria tedesca” è stato il tema dell’appuntamento annuale tra delegati della Conferenza episcopale (Dbk), del Consiglio della Chiesa evangelica (Ekd), della Conferenza dei rabbini, che si sono incontrati ieri a Francoforte. “La memoria delle vittime del nazionalsocialismo è parte essenziale della cultura politica della Germania e dell’Europa” ed elemento indispensabile della democrazia, benché questa cultura della memoria sia oggi criticata dalla destra populista. Dal rabbino di Francoforte Julian-Chaim Soussan l’invito a “non ridurre gli ebrei a ruolo di vittima”, ma ad “ancorare maggiormente nella coscienza pubblica la ricchezza della tradizione ebraica e la vitalità del giudaismo contemporaneo”. Il fatto che “le Chiese e i fratelli e sorelle ebrei insieme e pubblicamente ricordino le vittime della storia, impedisce che le vittime dell’ingiustizia siano dimenticate e muoiano per sempre” ha sottolineato il vescovo evangelico Heinrich Bedford-Strohm, e “il riconoscimento e il tributo alle sofferenze passate impedisce nuove sofferenze”. Secondo il vescovo di Erfurt Ulrich Neymeyr, nonostante la richiesta di perdono da Giovanni Paolo II nel 2000, “nella Chiesa abbiamo ancora una lunga strada da percorrere, anche nella predicazione e nella catechesi, perché molti cattolici hanno ancora idee sbagliate sul giudaismo”.

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