Diocesi: Assisi, vescovo e imam Perugia sottoscrivono documento sulla fratellanza umana

È stata sottoscritta, ieri, nella sala della Spogliazione di Assisi, tra il vescovo di Assisi–Nocera Umbra–Gualdo Tadino, mons. Domenico Sorrentino, e l’imam di Perugia, Abdel Qader Moh’d, la dichiarazione di pieno accoglimento del documento sulla fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune firmato il 4 febbraio ad Abu Dhabi da Papa Francesco e il grande imam di Al-Azhar Ahmad Al-Tayyeb.
“Si tratta – spiega una nota della diocesi, diffusa oggi – di un impegno a mettere in pratica e diffondere nelle rispettive comunità quanto raccomandato dal documento stesso che cade nell’ottavo centenario della visita di Francesco a Malik Al-Kamil, sultano d’Egitto”.
Dopo le considerazioni generali, il presidente della commissione “Spirito di Assisi”, don Tonio Dell’Olio, ha illustrato la struttura e gli elementi di innovazione e di profezia che caratterizzano il documento. Questo momento di riflessione è stato intervallato dalla lettura di alcuni tratti del documento stesso.
“Il vero passo in avanti – ha sottolineato mons. Sorrentino – è la capacità di dialogare in sincerità dicendosi quello in cui si crede e imparando a dialogare da fratelli. Mi sembra bello esplicitare in questa sala l’animus del documento che ci impegna molto più profondamente anche nel grande orizzonte che esso delinea nella costruzione della fraternità universale. La nostra sfida è mostrare che il nostro incontro con Dio è esplicitato in maniera vera, sincera e chiara come un tema dialogico da porre al centro dei nostri rapporti che non ci porta più alla guerra”.
“In questa sala della spogliazione – ha sottolineato l’imam di Perugia – mi spoglio da ogni pregiudizio, da ogni odio verso mio fratello nell’umanità. Siamo fratelli, Dio ci ha creato, non dobbiamo ferire l’altro. Questo documento porta verità, sincerità e lealtà. Io firmo con senso di grande responsabilità: desidero che questi valori vengano messi in pratica. Non dobbiamo comprare un vestito bello e poi metterlo nell’armadio e dimenticarlo. Questo vestito deve girare non solo a livello locale, italiano, ma mondiale perché sappiamo che nel mondo ci sono correnti contrarie, c’è lo scontro tra le civiltà, ma noi siamo più numerosi, siamo quelli che credono nella fratellanza della civiltà. Dobbiamo costruire la via retta della pace e della fratellanza”.

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