Cultura: Bressanone, Ágnes Heller ospite dello Studio teologico accademico per parlare de “La bellezza della persona buona”

“La bellezza della persona buona” è il tema che vedrà protagonista martedì prossimo, 12 marzo, Ágnes Heller, che sarà ospite dello Studio teologico accademico di Bressanone. Nel corso della serata, organizzata in collaborazione con l’Accademia Cusano, la fondatrice della Scuola di Budapest, dialogherà con don Paolo Renner. Nata il 12 maggio 1929 a Budapest, Heller è una ebrea sopravvissuta alla Shoah. Perseguitata dal regime comunista per l’opera di revisione dei bisogni umani in chiave marxista, riuscì a fuggire dal Paese nel 1978 e nel 1986 ha assunto la cattedra di Hannah Arendt alla New School di New York. Ha scritto oltre cento libri e articoli. Alla vigilia dei novant’anni (che compirà tra tre mesi), Heller arriva per la prima volta a Bressanone, terra di Nikolaus Cusanus, un pensatore che rappresenta – come lei spesso sottolinea – “una delle grandi figure che hanno influenzato la mia cultura”. Heller è stata assistente di György Lukàcs ed è considerata una delle più importanti pensatrici della nostra epoca, uno dei punti più alti di quella grande tradizione del pensiero “politico” che ha rielaborato il problema del male nei gorghi spietati dei totalitarismi che hanno insanguinato il Novecento. “Il fondamento etico che muove l’animo della persona buona – spiega Heller – potremmo sintetizzarlo così: preferisco subire un torto piuttosto che farlo ad altri”. Spesso queste persone buone sono anonime, operano al di fuori delle luci che illuminano la storia della politica e non lasciano traccia. Di qui l’idea di Ágnes Heller di pensare ad un monumento al buono ignoto. Anche di questo parlerà martedì prossimo a Bressanone.

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