San Francesco: Assisi, dalla Toscana l’olio per la lampada. I vescovi, “un impegno simbolico per trovare luce, vivacità e senso di offerta di noi stessi”

“Saranno i Comuni della Toscana a donare, quest’anno, l’olio per la lampada di san Francesco ad Assisi. È un impegno semplice, come lo è trovare buon olio delle nostre colline per la lampada votiva, ma diventa anche un impegno simbolico per trovare luce, vivacità, senso di generosità e di offerta di noi stessi”. Lo scrivono i vescovi della Conferenza episcopale della Toscana (Cet) nel messaggio diffuso in questi giorni in tutte le diocesi della regione. Quello che vedrà protagonisti i Comuni della Toscana il prossimo 3 e 4 ottobre, è un gesto di devozione che – secondo un calendario che va avanti da 80 anni – coinvolge tutte le regioni d’Italia, chiamate in questo modo ad esprimere “il desiderio e la volontà – scrivono i vescovi toscani – di ispirarsi alla testimonianza lasciata a tutti noi dal Poverello”. “È un’occasione bella, che con tutte le nostre spiccate differenze e originalità, ci fa incontrare attorno ad un uomo povero, libero, santo, vicino e fratello di tutti – aggiungono i vescovi della Cet –. È un’opportunità che ci fa stare dinanzi alla sua vita e al suo animo, che sono divenuti messaggio e stimolo per gli uomini e le donne di ogni epoca, credenti o semplici cercatori di armonia, di riconciliazione e di umanità”. Il coordinamento delle iniziative in programma nei prossimi mesi, volte a preparare la comunità toscana all’appuntamento di ottobre è stato affidato dalla Cet ai vescovi Rodolfo Cetoloni (Grosseto) e Giovanni Roncari (Pitigliano-Sovana-Orbetello), entrambi francescani. Sono stati loro, insieme al card. Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze e presidente della Cet, a presentare questa mattina le iniziative in programma. Ci sarà un “prima”, che servirà a far sì che in tutte le diocesi ci si incammini con il cuore già da adesso verso Assisi, ma ci sarà anche un “dopo”, per fare in modo che questo gesto di devozione non si esaurisca il 4 ottobre, ma sia capace di generare nuovi, copiosi frutti in Toscana. “Sono previste iniziative spirituali – spiega mons. Cetoloni – legate ad una rilettura e a una riscoperta del messaggio francescano, così come iniziative culturali, per stimolare in tutti, credenti e noi, la consapevolezza di quanto la Toscana abbia assorbito, nei secoli, il carisma di san Francesco. E poi iniziative pensate per i giovani e proposte di comunicazione”.

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